La mia storia comincia con un fatto drammatico, un avvenimento che non potrò mai dimenticare e che ha cambiato in maniera irreversibile la mia vita e probabilmente anche le mie scelte professionali.
Ho 25 anni e vivo a Scampia, un quartiere a Nord di Napoli, finito troppo spesso sui giornali a causa di crimini di camorra e per arresti per spaccio di droga. Ma io, i miei cari, la mia compagna Maddalena Stornaiuolo non abbiamo mai smesso di sperare che quest’erba cattiva abbandoni la nostra terra. La speranza non ci ha abbandonato neanche quando c’è stata la faida a Scampia e l’attenzione dei mass media era puntata su questo quartiere. Neanche quando il 6 novembre 2004, durante un agguato di camorra, venne freddato mio cugino Antonio Landieri, un disabile di 25 anni che giocava a biliardino per strada con i suoi amici. Antonio cercava semplicemente di fare quello che con le gambe il destino non gli ha consentito ovvero giocare a pallone. E proprio in quel momento di gioia, la vita gli è stata strappata.
Gli amici, che erano con lui quel giorno, riuscirono a salvarsi perch potevano correre liberamente. Antonio, invece, era bloccato su una sedia a rotelle e non riusc a correre più veloce delle pallottole che lo colpirono alla schiena. Un quotidiano, relativamente a tale omicidio, pubblicò la notizia che era stato ucciso uno spacciatore. Oltre il dolore, io e la mia famiglia conoscemmo anche l’indignazione e la rabbia. Solo l’autopsia ha cancellato quest’onta dalla memoria di Antonio.

Ma proprio a partire da questo dolore e da quest’indignazione, con il sostegno della mia amata Lena, non mi sono fermato un attimo affinch le persone conoscano la storia di Antonio e situazioni come la sua possano non ripetersi.

Abbiamo cos fondato nel 2007 l’associazione Vo. Di. Sca. (Voci di Scampia), dedicata alla memoria di mio cugino, che svolge attivit  di promozione culturale nel quartiere. Nel frattempo, scrissi una raccolta di racconti sempre dedicati ad Antonio e alla mia Scampia e ho subito cercato chi mi desse una mano per poter pubblicare il mio volume. Ho trovato solidariet  e appoggio da parte di chi non mi conosceva e infine anche l’editore. Tommaso Marotta e Anna Cafiero, che non smetterò mai di ringraziare, mi diedero la possibilit  di pubblicare Al di l  della neve, di cui da poco si è esaurita la settima edizione. Questo libro ha portato con s il Premio Siani, la realizzazione di un cortometraggio, di un reading teatrale e soprattutto l’inizio di una grande avventura.

Tommaso e Anna, infatti, decisero di regalare a me e a Lena, due giovani poco più che ventenni, la storica casa editrice Marotta&Cafiero, mettendoci a disposizione gratuitamente i libri che avevano pubblicato fino a quel momento e offrendoci la possibilit  rivoluzionare il volto dell’attivit .
Immediatamente spostammo la sede ufficiale della Marotta&Cafiero da Posillipo, quartiere chic di Napoli, a Scampia, la nostra Scampia. Ma fu solo l’inizio di tanti cambiamenti. Da allora sono passati più di tre anni e i nostri libri sono stampati con carta riciclata, inchiostro non inquinante, con il marchio PizzoFree e Open Access. Questo vuol dire che chiunque liberamente può stampare e fotocopiare i nostri libri liberi dalla Siae.

La nostra è però una continua rivoluzione liquida perch da quel novembre 2004 non mi sono mai fermato e, insieme a me e Lena, la famiglia Marotta&Cafiero è cresciuta, coinvolgendo tante persone e realizzando progetti diversi.
Abbiamo, infatti, dato vita alla Marotta&Cafiero Recorder, un’etichetta musicale indipendente, uno store nel prestigioso Teatro Bellini di Napoli e ancora molte altre iniziative stanno per nascere con l’aiuto di persone che come me ricordano tutti i giorni Antonio e non vogliono che nella nostra terra accada di nuovo che un ragazzo muoia per errore.

*editore e scrittore

Nella foto, Rosario Esposito La Rossa in redazione