Melodie napoletane a piazza dei Martiri, in ricordo di Puccini. L’associazione “Misolidia” presenta alla libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia a Napoli, mentre siamo on line, il concerto spettacolo intitolato “Da Torre del Lago a Marechiaro”, dedicato alle melodie di Giacomo Puccini e al canto napoletano.

Il concerto, ideato, scritto e diretto da Antonio Landolfi, vedr  la partecipazione del tenore Antonio Tardelli, del soprano Anna Caso, del baritono Maurizio Esposito e della cantante Rita Lanza, gi  vincitrice del festival di Piedigrotta con il brano “A sciorta” composto dal maestro Landolfi e l’attrice Annamaria Ackermannn. Presenta Antonio Filippetti dell’Istituto culturale per il Mezzogiorno.

Pianista e compositore, titolare della cattedra di pianoforte al conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, Landolfi ama passare con versatilit  dal repertorio classico alla canzone popolare. Ha collaborato, tra gli altri,con Sergio Bruni e Roberto De Simone.

A proposito di Puccini, spiega”Ho voluto realizzare un gemellaggio tra lirica e tradizione partenopea. A mio avviso la canzone napoletana è lirica e prescinde dalla canzonetta, non è da meno di un brano d’opera, naturalmente se eseguita con i canoni tradizionali di un’opera. Il programma prevede alcuni tra i più bei brani di Puccini “Boheme”, “Tosca”, “Gianni Schicchi”, e un mio brano, “Un canto nella notte”, ispirato alle sonorit  del maestro di Torre del Lago. A dare voce ai versi, Anna Caso. Dal repertorio napoletano, eseguiremo una tarantella e un middle di canzoni popolari sul tema dell’emigrazione, la canzone “Fortunella” particolarmente amata da Puccini e alcuni brani di Salvatore Di Giacomo “Luna nuova”; “Napulitanata”; ” Marechiare”; “Funicul”.

Omaggio a Puccini nel 150 anniversario della nascita, un artista molto sensibile alle esigenze del pubblico…
Puccini è ancora oggi straordinariamente popolare perch la sua musica tocca l’animo delle persone. Ogni volta che lo riascolto, provo un’emozione profonda. La melodia pucciniana passa attraverso una ricca gamma di stati d’animo ed è sempre tesa a comunicare sensazioni commoventi l’universo romantico di Puccini non può lasciare indifferenti. Era anche un compositore moderno, l’uso delle sue armonie era molto innovativo. Non è un caso che la sua musica sia stata spesso utilizzata in colonne sonore cinematografiche.
Lo scorso febbraio ha ripresentato lo spettacolo “Suonando e raccontando Enrico Caruso”, altro grande protagonista della nostra tradizione musicale.
un’interpretazione pianistica con voce narrante e popolare. L’ho portato più volte al teatro Trianon, alla Feltrinelli, al Maschio Angioino e ad Avellino, riscuotendo sempre successo di pubblico e critica. Attraverso il pianoforte intendevo rievocare l’anima poetica di Caruso, l’energia della sua straordinaria arte.
Lei, musicista versatile…
Sono partito dagli studi classici, in seguito mi sono avvicinato alla musica leggera e al jazz, che amo suonare in compagnia di amici. Circa trent’anni fa realizzai anche uno spettacolo dedicato a un confronto tra i vari generi musicali, da Beethoven a Gershwin.
Pensa che il repertorio della canzone napoletana sia interpretato secondo i canoni della tradizione?
Oggi non ci sono più interpreti all’altezza, l’ultimo grande è stato Sergio Bruni. un periodo molto critico, c’è stata l’invasione della musica americana e questo si nota anche negli arrangiamenti della canzone napoletana. Gli ottimi artisti non mancano, ma non vedo interpreti capaci di recuperare la grande tradizione partenopea. L’unico disco davvero importante dell’ultimo periodo è “Era di maggio” di Roberto De Simone, che ha rappresentato un recupero dei capolavori di Salvatore Di Giacomo e una rielaborazione del dialetto napoletano.
Nel 2005 ha pubblicato una raccolta di poesie, “Pressappoco o giù di l”.
In quella raccolta ho inserito riflessioni, ricordi di momenti quotidiani, sensazioni che mi suggerivano di raccontare attraverso la scrittura poetica delle emozioni personali. stata una prima esperienza in un ambito diverso da quello musicale. Al momento non ho in progetto altre opere, ma è possibile che in futuro scriverò ancora. La scrittura esercita su di me un forte fascino.
Tra i suoi allievi al conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, ci sono giovani talenti napoletani?
S, ci sono diversi talenti e tutti molto preparati, almeno da un punto di vista teorico.

Progetti futuri?
Spero possa andare avanti questo spettacolo che ho preparato con il gruppo dei giovani cantanti. Insieme lavorato sui movimenti in scena, i solfeggi e la ritmica. Oggi in pochi fanno un lavoro di questo tipo, la maggior parte degli interpreti si limita a un’esecuzione convenzionale, priva di un’adeguata preparazione tecnica.

In alto, Antonio Landolfi