Armida Parisi, docente e responsabile della cultura del quotidiano Roma, ha raccolto 57 brevi racconti, pubblicati in estate sul quotidiano una al giorno, in un volume “Storie di ordinaria resistenza” ed. Homo Scrivens s.r.l. a cura di Aldo Putignano finanziato dalla fondazione SDN. L’antologia è stata presentata in un evento “Musica e Parole tra memoria e futuro” all’Universit  Suor Orsola Benincasa con la partecipazione del suo rettore Lucio D’Alessandro, Guido D’Agostino presidente Istituto Italiano della Resistenza, Marco Salvatore fondatore della SDN, Paola Villani docente dell’istituto ospitante, Pasquale Sabbatino docente Federico II, Eduardo Scotti segretario “Parco della Memoria in Campania”. Nella sala “Pagliara” un folto pubblico con gli autori, giornalisti, ospiti. Dopo i saluti della Parisi e del Rettore, La Villani e Sabbatino hanno in sintesi commentato i racconti. Tra gli autori molte donne che si dedicano alla scrittura per diletto o per passione.

La maggior parte frequenta i laboratori di scrittura creativa di Antonella Cilento o di Homo Scrivens. Alcuni sono universitari. L’iniziativa merita attenzione. Crea spazio ai “dilettanti”. Immette sul mercato racconti brevi in settanta righi. In Italia va di moda ancora il romanzo mentre nel mondo viene premiata col Nobel Alice Munro. Rientra tra le tante iniziative culturali vissute in citt  per ricordare la Resistenza in Europa e le Quattro Giornate del 43 a Napoli. Giovanna Mozzillo scrive sul Corriere del Mezzogiorno “resistere significa imporsi di vivere, perch sopravvivere non basta. Resistere significa fronteggiare la perdita delle illusioni, e fronteggiarla senza barcollare, Significa sfidare a testa alta l’insolenza e la meschinit  del pregiudizio. Significa non rinunciare a esser se stessi e continuar ad amar la vita senza ceder all’angoscia.” Ida Palisi sul MATTINO “le storie parlano non solo di passato e di piccole, grandi opposizioni alle brutture e alle conseguenze della guerra, ma anche di lotte quotidiane, di dubbi e di istinti forti, di violenze. Ci sono amori fugaci e tentativi di omicidio, dolori e malattie e tutto l’arcobaleno delle umane opposizioni in questa raccolta, mentre più di un racconto è dedicato alla resistenza delle donne contro le minacce e la brutalit .
Le piccole storie ci portano rapidamente in mondi molto diversi tra loro ed è difficile non immedesimarsi, in impulsi universali di ieri e di oggi. Carmen Di Peso sul ROMA ” nell’antologia non c’è un atteggiamento di rassegnazione del tipo “adda pass  a nuttata”.
Gli autori, di et  e professioni diverse, sono animati da una volont  di resistenza costruttiva che intende superare i condizionamenti con la forza della creativit . Si legge di un’umanit  che resiste alle avversit , rispetta le leggi e protegge i propri valori.”
Marco Salvatore, impegnato nel panorama della cultura napoletana anche con il “Sabato delle idee”, esalta l’opera degli imprenditori che investono parte dei profitti a vantaggio dei cittadini nelle attivit  artistiche.
Eduardo Scotti nel suo intervento pone la domanda “perch la Storia parla della Resistenza Italiana solo del Nord inclusa Cassino”. Le risposte sono tante. Immediata il Nord ha “scippato” anche la Memoria.
D’Agostino, con un linguaggio insolitamente ameno capta il pubblico, sdrammatizza la parola Resistenza.
“Essa è storica – esistenziale, elettrica, ginnica, attiva o passiva. I Partigiani non si sono sentiti eroi. Tutti hanno sempre dichiarato di aver fatto la cosa giusta. Il popolo napoletano ha preso coscienza quando la guerra non era più immaginata ma vissuta con i bombardamenti e le fughe nei ricoveri, privi di qualsiasi conforto nei quali molti hanno vissuto a lungo perch senza un alloggio o per avere la casa distrutta, i proclami tedeschi falsi e infamanti, la fame, la grande delusione nei mezzi di difesa inadeguati, la presenza immobile per tanti giorni delle navi anglo-americane nel golfo, i tre anni di una guerra proclamata “lampo”, hanno accesso la scintilla della rivolta corale di donne, ragazzi, militari, uomini laici o religiosi di ogni fede politica. Quando si dice “BASTA” si passa dalla resistenza passiva all’azione progettata. Ogni atto di resistenza è sociale e politica. E’ un atto che evidenzia la propria identit  ed entra nel proprio DNA.”
Maria Finizia ha letto alcune pagine. Antonio Capasso alla tastiera e Marco De Tilla al contrabbasso, due ottimi professionisti, hanno accompagnato Virginia Sorrentino, voce dotata di varie tonalit  melodiose.
Avvertenze ai lettori. Nuoce ai “nostalgici”. C’è il pericolo di perdere la MEMORIA. Non confondere la resistenza che si vive nella propria vita quotidiana con la Resistenza. La differenza non è nella “r”. La prima dura poco e può essere vincente e non mortale. La Resistenza in Europa ha procurato 60 milioni di morti. La storia non ricorda gli invalidi, le violenze su donne e bambini, i morti nello spirito, coloro privati del “ben dell’intelletto” per le atrocit  di cui sono stati testimoni. La Resistenza corale dei popoli eur            6           opei ha dato la Pace, dopo secoli, nel Continente, e l’avvio alla Comunit  Europea che, abolendo le frontiere, permette di viaggiare, di lavorare, di fare shopping con la stessa moneta, di studiare in altre Universit .

In foto, la copertina del libro