Scrivono antiche penne, piange l’imperatore per la morte del suo giovane amante che decide di annegare nel fiume Nilo per fermare un amore forte,
indescrivibile. Tanti hanno descritto il mito di Antinoo e Adriano, ma l’opera che ha contribuito al più vasto impulso della fama di Antinoo è senza alcun dubbio il romanzo “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, che scrive “Nelle ore di insonnia, percorrevo i corridoi della Villa, erravo di sala in sala, mi fermavo davanti ai simulacri di Antinoo. Ogni stanza aveva il suo, ogni portico perfino. Facevo schermo con la mano alla fiamma della mia lampada; sfioravo con un dito quel petto di pietra.”
Poi ipotesi, racconti metropolitani si sono intrecciati. Proviamo a fare un profilo del mitico ragazzino, schiavo che fece impazzire d’amore l’imperatore Adriano. Il giovane Antinoo arrivò a Roma intorno al 125 d.C. al seguito di Adriano che lo aveva conosciuto probabilmente nel 123, durante una sosta del suo lungo viaggio entro i confini dell’Impero, durato due anni.

Antinoo nacque in una famiglia greca abitante nella provincia romana della Bitinia,
zona oggi situata nel nord-ovest della Turchia. Una versione riporta che Antinoo si un al seguito dell’Imperatore quando Adriano passò attraverso la Bitinia, intorno all’anno 124 d.C. e divenne presto il suo giovane amante, accompagnandolo nella gran parte dei suoi viaggi all’interno dell’Impero.
Un’altra versione dice che invece Adriano fece cercare per tutto l’Impero il giovane più bello che ci fosse, Antinoo fu scelto. Molti ritengono che la loro relazione abbia seguito il modello classico della pederastia greca. In ogni caso, la vera natura della relazione tra Adriano e Antinoo, che fosse o meno romantica, è incerta. Il favorito di Adriano restò al fianco dell’imperatore, seguendolo anche nei viaggi ufficiali, come quello intrapreso nel 128 che si concluder  tragicamente con la morte del giovane Antinoo nel 130 d.C.
Sappiamo infatti dalle fonti antiche che specularono sulla vicenda alludendo a una dinamica poco chiara degli eventi che, durante la spedizione, risalendo il corso del Nilo, Antinoo annegò misteriosamente nel fiume e Adriano, profondamente colpito dal dolore della perdita, fondò la citt  di Antinopoli nei pressi del luogo dove era avvenuta la tragedia e dichiarò giorno festivo il 27 novembre, data di nascita di Antinoo.
Il giovane bitinio venne divinizzato dai sacerdoti egizi e rappresentato come Osiride, la massima divinit  religiosa cui erano assimilati i faraoni. Di ritorno dall’Egitto dopo il 133, Adriano progettò di onorare a Villa Adriana l’amante perduto. Nell’ottobre dell’anno130, "Antinoo affogò nel Nilo".
Tutt’oggi non si sa se la sua morte sia frutto di un incidente, un suicidio, un assassinio o, più probabilmente un caso di “morte vicaria” , una sorta di sacrificio all’imperatore.La sua divinizzazione dopo la morte, riservata solitamente agli imperatori e ai membri della famiglia imperiale.
La relazione omosessuale fra Adriano e Antinoo fu oggetto di scherno da parte degli scrittori cristiani del tardo impero, che sottolinearono il rapporto fra la turpitudine di tale rapporto e la turpitudine dell’idolatria, diverse statue di Antinoo scoperte dagli archeologi portano i segni della violenza con cui furono deliberatamente distrutte.
In memoria di Antinoo, giovine di sublime bellezza. L’imperatore (anche se in modo ossessivo e maniacale) dedicò obelischi, marmi, tombe, busti, statue, gemme, bassorilievi, disegni e incisioni. Antinoo fu commemorato da Adriano anche con l’attribuzione delle stelle a sud della costellazione dell’Aquila che presero da allora il nome di Antinous. Immaginiamo oggi un Antinoo moderno, un ragazzo che si innamora di un uomo adulto e dedica la sua dipartita al suo amante, un ragazzo che vuole fermare il tempo dell’amore. Un ragazzo che non si chiamerebbe nemmeno più Antinoo.

Nelle foto, in alto, un busto dell’imperatore Adriano. In basso, Antinoo