Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Tanuccio Capochiodi viveva da molti anni nella citt  partenopea, ma era di origine siciliana. Il padre, modesto operaio meccanico, si era trasferito nel continente quando i figli erano molto piccoli e, con il suo lavoro, aveva messo su un’azienda che contava più di quindici operai, e che per i tempi che correvano, era abbastanza fiorente.
Anche Tanuccio lavorava nell’azienda e un giorno… ne sarebbe diventato il dirigente. Intanto si era
creato molti amici fra i compagni di scuola, quelli che giocano a pallone con lui e quelli coi quali frequentava l’oratorio della parrocchia. L’amico del cuore, però era stato, da sempre Giovanni un giovanotto di bell’aspetto di qualche anno più grande di lui, che ci sapeva fare ed aveva sempre successo con le donne. Insieme avevano fatto le prime marachelle e avevano avuto le prime esperienze amorose.
Gli anni erano trascorsi, Tanuccio era andato a vivere da solo in appartamento ampio e ben messo che aveva arredato con gusto e dovizia di suppellettili. Si sentiva solo e cos cominciò a pensare alla possibilit  di sposarsi per avere una compagna, un affetto sicuro, cercava, insomma una moglie perfetta. I canoni ai quali si ispirava la sua scelta erano chiari bellezza, seriet , dolcezza, sincerit , ma la dote ineludibile prioritaria su tutte le altre era la illibatezza.
Il problema era – come essere sicuri di aver fatto la scelta giusta?
Pensa e ripensa ebbe un’idea geniale che sottopose subito a Giovanni che la condivise e lo incoraggiò a porla in atto.
Ogni volta che intraprendeva un rapporto amoroso, dopo qualche tempo, facendo leva sul sentimento Tanuccio dice all’amata
Se mi ami devi salire su da me. Voglio farti vedere la mia casa, stai tranquilla, non accadr  nulla, hai la mia parola. Se non vieni non mi vedrai più
Quando la ragazza acconsentiva appena arrivavano in casa Tanuccio esclamava
-Non sei una ragazza seria, non dovevi accettare la mia proposta, chiss  quante altre volte, e da quanti altri ti sei lasciata sedurre. Il nostro incontro finisce qui.
Intanto il tempo passava e la ricerca continuava con gli stessi risultati.
Una sera, mentre passeggiava solo e sconsolato incontrò Giovanni in compagnia di una ragazza molto bella.
-E’ la tua fidanzata?- chiese Tanuccio
– Noooo! Rispose Giovanni
Fu il classico colpo di fulmine, Tanuccio non riusciva a distogliere il pensiero da quella che, secondo lui, doveva essere sua moglie, sembrava avesse tutte le qualit  che lui richiedeva, occorreva solo verificare la più importante…
Teresa, questo era il nome della ragazza di esperienze ne aveva avute tante e anche ben remunerate, perciò prima di accettare la corte di Tanuccio chiese a Giovanni se ne valeva la pena.
La risposta di Giovanni fu chiarissima

– Non ti consiglio proprio di intraprendere alcuna relazione con lui, è uno spilorcio, non riusciresti a cavargli un quattrino.
Dopo poche sere Tanuccio fece il solito invito, con la solita sceneggiata, ma Teresa non abboccò e alla minaccia
-Se non vieni non mi vedrai più rispose con prontezza
-E sai che dispiacere! E si diresse velocemente nella direzione opposta.
-Aveva fatto appena pochi passi che, alle sue spalle sent una voce che quasi gridava
-Fermati, tu sei la donna della mia vita, sarai una moglie perfetta!
Il matrimonio venne celebrato dopo poco tempo e con molto sfarzo. Quale fu il risultato? Questo non si è mai saputo.

*docente e presidente di Assod Napoli

In foto, la donna secondo Modigliani