Un film d’amore. Forse è troppo poco, forse è riduttivo definirlo cos, eppure, allo stesso tempo, non c’è modo migliore per definirlo. E non perch parla delle storie di un lui e di una lei, destinati a coronare, dopo mille peripezie, il loro sogno con il più classico degli “happy ending”, ma perch riporta agli occhi scenari fiabeschi, magici, mitologici, eppure reali, sepolti in un mondo sotterraneo che il protagonista riscopre, affondandovi i piedi come radici di un albero, per poi riemergere e puntare le braccia in alto, come rami che si spingono verso il cielo azzurro di una terra che ha voglia di riscatto, di mostrarsi per quella che è, fiduciosa del suo futuro, orgogliosa del suo passato.
Questo è “Radici”, di Carlo Luglio, presentato per la prima volta a Napoli , al Martos Metropolitan di Via Chiaia, alla cui proiezione è seguito il concerto di Enzo Granganiello ed i “Sud Express”. Non solo un film d’amore, appunto, ma un vero e proprio viaggio nella memoria di Napoli, alla riscoperta delle sue viscere, dei suoi luoghi storici e mitologici, impregnati di magia e di arte, ma anche un percorso nella Napoli di oggi, rappresentata in quella bellezza, in quella sua naturale vitalit , troppo spesso ignorate oggi, a favore di una rappresentazione troppo concentrata a mostrare solo il degrado umano e territoriale. Un “musicariello”, sul presente e sul passato, attraverso luoghi incantati come la Piscina Mirabilis o il Tempio di Nettuno, fino ai quartieri più vivi della citt , guidati dalla musica onirica, sanguigna di Enzo Gragnaniello, con i Sud Express.
Il progetto, presentato nella serata organizzata da “Figli del Bronx” (Pietro Pizzimento, Gaetano Di Vaio, Fabio Gargano), in collaborazione con l’Associazione Culturale “Movies Event” nell’ambito degli eventi di “Venezia a Napoli Il Cinema Esteso 2011” dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è nato dall’esigenza di valorizzare una Napoli a volte fin troppo ignorata, quella legata al suo passato, quella mitologica, magica, ma altrettanto viva nei millenni, conservata non solo nei monumenti e nei luoghi in cui si intrecciano i siparietti dei protagonisti, artisti partenopei come, oltre al gi  citato Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, James Senese, Maria Luisa Santella, Riccardo Veno, Enzo Moscato, Ida Di Benedetto e Franco Del Prete, ma anche nella musica dello stesso Gragnaniello, capace di interpretare le svariate anime della citt  e del suo popolo.
Un viaggio, dunque, alla ricerca delle radici della nostra citt , della sua anima, del suo amore, ascoltando i richiami di un passato che ancora oggi affascina e chiede di essere riconosciuto, ricordato, per non dimenticare le bellezze, le tradizioni e i sentimenti di cui siamo figli, che fanno parte di noi, per sanare il dolore della superficialit  con cui è vista, è trattata la parte che sta sopra queste radici, quella che tende le sue braccia, i suoi rami al cielo, per risollevarsi con determinazione e volont  e farsi ammirare in tutto il suo splendore.

In foto, un frame del documentario (con James Senese)