Si inaugura questa sera alle 18 la mostra di Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino “A taglio” ospitata negli ambulacri del Castel Sant’Elmo.
Due artisti napoletani in dialogo in una location scenica all’interno della quale si inseriscono le istallazioni, come attori su un palcoscenico teatrale. Il tufo, le volte cinquecentesche, i giochi di luce e di suono del tutto inediti, ed è arte. Tagliano gli ampi corridoi con le proprie intuizioni creative, poetiche, oniriche, radicate nella rispettiva esperienza decennale.
In esposizione oltre ad una corposa raccolta di opere che raccontano gli itinerari artistici dei due protagonisti, anche alcune istallazioni site specific. Si chiama “Diventa ciò che sei” la simbolica composizione di Rezzuti: un grande cipresso ospita ai suoi due lati un gufo e una farfalla, come la luce e il buio, il giorno e la notte, il bene e il male. Qui la coreografa Gabriella Riccio eseguir  una sua performance di danza e teatro, ideata a partire da una poesia del noto autore e studioso di antropologia Mimmo Grasso. Un coccodrillo porta sulla schiena un cumulo di legnetti recuperati sulla spiaggia, fardello che accomuna uomini e animali. Arte per l’arte: istallazioni, poesia e danza lungo il filo della suggestione di Sant’Elmo.
“Tre cerri, carta del vento” è una delle istillazioni di Scolavino, frutto di un colpo di fulmine con il castello “ero venuto qui per un sopralluogo – racconta – e mi accorsi che il vento attraverso le fessure dava vita ad un suono simile a quello di giganteschi flauti”. Da qui il ricordo di un campo di grano di Tre cerri, un paesino del Molise, e dunque al centro dell’opera quattro grandi immagini e un ventilatore, come a riprodurre una natura meccanica.
Performance anche per la sezione di Scolavino inserita nel contesto di un’istallazione che cita la Flagellazione di Caravaggio: qui un giovane musicista suoner  una gigantesca tammorra (un metro di diametro). Musica dunque per regalare ulteriori emozioni al pubblico di Sant’Elmo, definito da Scolavino come “Uno spazio che ispira infinite interpretazioni”.

Catalogo Arte’m con testi di Mariano Baino, Graziella Buontempo, Mario Franco, Gabriele Frasca, Mimmo Grasso, Angela Tecce e Nicola Spinosa.

Fino al 1 novembre

Orario: tutti i giorni ore 14-19; marted chiuso

Ingresso 3 euro

In alto l’opera “Castello di carta” di Scolavino, in basso “Diventa ciò che sei” e altre due istallazioni di Rezzuti