Tra mille contraddizioni, Napoli riesce ancora a emergere con i suoi primati. L’Istituto di ricerca diagnostica e nucleare (Sdn) entra nel Gruppo Labco Diagnostics,
leader internazionale nella diagnostica in medicina
con 250 strutture in Europa,oltre 5mila dipendenti, 15 milioni di pazienti all’anno. Un’operazione che lancia Napoli e la Campania in un grande network internazionale con cui avviare progetti di ricerca a livello europeo.
Un grande investimento in Campania per la diagnostica e la ricerca e il progetto di aprire nuovi centri diagnostici nell’Italia meridionale. Al tempo della crisi economica sono imponenti i numeri e le prospettive che accompagnano l’ingresso dell’Istituto SDN di Napoli nel colosso internazionale Labco Diagnostics (nato in Francia), tra gli attori più forti del mercato sanitario italiano, gruppo leader in Europa nella diagnostica medica con 250 strutture in 11 paesi (Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Belgio, Svizzera, Brasile, Colombia, Perù e Messico), oltre 5mila dipendenti, 15 milioni di pazienti all’anno e un volume d’affari complessivo di oltre 560 milioni di euro all’anno, un volume d’affari complessivo di oltre 560 milioni di euro all’anno.
Il centro di ricerca partenopeo è stato selezionato come modello d’eccellenza da diffondere in Italia e nel Vecchio Continente. «Essere stati individuati come un modello da seguire ed esportare anche in altre regioni italiane e in altri Paesi europei – spiega Matilde Mansi Salvatore, amministratore dell’Istituto SDN – rappresenta un grande premio per i 40 anni di lavoro che abbiamo svolto sul territorio campano senza timore di investire sui nostri giovani migliori. Sono proprio loro che oggi raccolgono il frutto di un sistema virtuoso che ha saputo unire il rigore della ricerca alla continua innovazione tecnologica, dimostrando che, quando si fanno scelte oculate sostenute da una progettualit  precisa e ben strutturata, si può avere successo anche e soprattutto in Campania e al Sud, dove ci sono straordinarie risorse umane, che devono solo essere valorizzate adeguatamente».

Partir  proprio dai ricercatori napoletani la nuova rete internazionale per la ricerca Europea con il Gruppo Labco
in un contesto come quello di Sdn, gi  impegnato nella cooperazione internazionale della ricerca con alcuni dei centri sceintifici più prestigiosi del mondo, dagli Stati Uniti alla Finlandia, dall’Olanda all’Inghilterra.

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In foto, ricercatrici all’Istituto Sdn