A dieci anni dalla scomparsa di Peppino Patroni Griffi, la Rassegna dello Stabile napoletano, Storie naturali e strafottenti, apre con la prima delle cinquerappresentazioni a lui dedicate, D’estate con la barca. Un esordio letterario del 1955, lo stesso in cui si pubblica Ragazzi di vita di Pasolini. Un anno fatidico per l’irrompere nella pagina di Patroni Griffi di una fisicit  selvaggia e disperata un inestricabile intreccio tra Eros e T nato, dove l’amore non è mai biofilia pura, “perch piange sulla carne ed entra nelle ossa”; è pulsione erotica che non prescinde dal rischio; èinizio di perdizione, speciale res combinatoria che gi  annuncia un cifra stilistica alla quale lo scrittore rimarr  sempre fedele.
Con questo racconto Patroni Griffi, avvia una serie di proposte che costringeranno ogni volta, sia in letteratura che in teatro, a spostare un po’ più avanti l’asticella del cosiddetto comune senso del pudore’. Quattroragazzi, Enrico e Giulia, Mario e Luisa. Il racconto di una estate speciale, indimenticabile perch coincide con l’iniziazione dei giovani allavita amorosa. Il dolce costeggiare in barca, la scoperta di un felice anfratto dove abbandonarsi alla volutt  dell’amore completo, passionale, consumato senza vergogna.
Lo scenario suggestivo, della costa di Posillipo dapprima testimone complice e muto e nel finale a sorpresa spettatore sbigottito dalla improvvisa comparsa della morte. La prosa di Patroni Griffi, non ancora giunta alla pienezza della scrittura barocca e estetizzante della maturit , gi  si distingue per eleganza e spunti parapoetici e per un voluttuoso indulgere dell’occhio nell’anatomia delle parti più segrete del corpo e nell’amplesso raccontato con dovizia di particolari.
Patroni Griffi e De Fusco, un incontro inevitabile. «… mi capita di mettere in scena uno scrittore che ho conosciuto, la cui carriera mi è stata raccontata da mia madre nella mia infanzia come una favola e che rappresenta quindi una parte di me, del mio modo di essere napoletano, del mio modo di intendere l’arte in generale e il teatro in particolare».
Un’ora intensa di racconto affidata a Gaia Aprea, voce narrante di grande efficacia e poliedricit  sonora, ora lenta e abbandonata, quanto i corpi dei giovani che si amanosi crogiolano al sole, ora tutta spinta sui toni esasperati, quando esprime la disperazione di Giulia all’idea di una gravidanza sgradita. Come al solito, De Fusco appone la sua elegante firma registica ponendo la barca e la narratrice tra due schermi. Il primo che fa da fondale, e come al cinema, si colora di azzurro cielo e di rosso passione, adeguandosi all’andamento della narrazione. Il secondo schermo, in funzione video scenografica, si fa si ora tratto di mare limpido e mosso, ora fila di case riflesse nell’acqua. Essenziale, la scena di Luigi Ferrigno Funzionale, elegante e di appropriata valenza simbolica il costume di Zaira De Vincentis, giocata sui toni del rosso e del nero. Di grande suggestione l’installazione di Alessandro Papa.

In scena fino a gioved 13 novembre

Per saperne di più
www.teatrostabilenapoli.it/?p=scheda_spettacolo&id=119&t=storie-naturali-e-strafottenti-d-estate-con-la-barca

In foto, Gaia Aprea in scena (scatto di Fabio Donato)