Tornano ai napoletani gli ori e gli argenti della Real Casa della SS. Annunziata custoditi per troppo tempo nel caveau del Banco di Napoli.

Tornano a casa bracciali, collane, ex-voto, anelli, orologi, pezzi dell’arredo sacro e liturgico, esposti in Castel Nuovo nella trecentesca Cappella Palatina o Chiesa di Santa Barbara affinch chiunque può stimare ed apprezzare questi oggetti ormai patrimonio dei napoletani, della loro storia e delle loro origini.

Sin dal 1300 il complesso della Santissima Annunziata ha svolto un importante ruolo sociale per gli aspetti caritatevoli, innanzitutto legati all’infanzia abbandonata ed alle condizioni di povert  estrema.

E poi ‘e figli d’Annunziata, una storia che inizia nel ‘600 dove emerge un quadro attorno a storie di “vite spezzate”, solitudini esistenziali, miseria e difficolt  economiche, frutti dell’amore “illegittimo”. La ruota più nota d’Italia che fin di essere tale solo nel 1875, dopo quasi tre secoli.

Non pochi napoletani hanno un parente prossimo con alle spalle una dubbia provenienza familiare.

Due oggetti su tutti rimangono bene impressi nella mente quanto si scorrono le teche contenenti gli ori e gli argenti.

Un calcolo renale donato all’Annunziata, simbolicamente, per aver ricevuto la grazia richiesta alla Santissima. Segno di devozione e gratitudine per il “ruolo” svolto nel cammino di guarigione. E’ la testimonianza, questa, di quanto ci si affidasse totalmente a figure religiose carismatiche.

L’altra cosa che risalta sono gli orecchini spaiati. Si perch la madre che “depositava” la figlia nella ruota degli esposti teneva con s un orecchino, pensando che un domani, superate le avversit  della vita, poteva riconoscere la stessa dall’altro orecchino rimastogli addosso per ricongiungerla a se.

Un tesoro, quello dell’Annunziata, descritto nei secoli dagli appunti di viaggio di avventori e visitatori. Cos come pure riporta il cavaliere Giovan Battista Chiarini nel 1702, ricordando che per sopperire al fallimento del Banco pubblico della Santa Casa molti pezzi d’argento sacro furono mandati in Zecca o venduti al solo prezzo intrinseco del metallo. Cosa che si ripet nel 1798, depauperando quasi definitivamente l’intero tesoro.

Che ai napoletani piacessero gli ornamenti abbondanti d’oro e d’argento si capisce innanzitutto dalle chiese, zeppe di raffigurazioni imponenti e di arredi in metallo prezioso che sostituiscono quasi del tutto marmi e sculture.

Questa è la dimostrazione che in citt  primeggiavano potenti ordini religiosi, nobili devoti ed anche una larghissima rappresentanza degli artigiani, vera e propria corporazione. Emerge anche agli occhi di Montesquieu una citt  dalle mille contraddizioni, da un lato istituzioni di assistenza e carit  che sopperiscono ad un disagio sociale ed economico di miseria e di carestia, tanto da morire d’inedia, e dall’altro l’esibizione di sfarzo e ricchezza tanto da perpetuare cattivo gusto ed una certa “esuberanza ornamentale”, cos come viene brillantemente etichettata da Angela Catello.

Questa mostra probabilmente suggerisce un monito alle nuove generazioni. Interpretare il passato in chiave attuale. Un pezzo di storia che viene restituito alla citt  proprio in un momento di grande incertezza comportamentale e di crisi sociale lascia un segno nessuna ricchezza materiale può essere goduta in pieno se mancano i valori fondativi per un’esistenza fatta di serenit  familiare e di agiatezza interiore e nessun comportamento individuale può mai sovrastare i concetti di condivisione e comunit .

Ma la storia può aiutarci a riprenderci quelle radici e tradizioni che ci appartengono e che possono significare un prosieguo fatto di moderna continuit . Anche questo è un tesoro.

In foto, l’interno della Real Casa della SS. Annunziata

LA NOTIZIA/1 – IL CINEMA DI EASTWOOD

Dai set roventi del maestro Sergio Leone al premio Oscar. Alberto Castellano, critico de "Il Mattino" racconta l’icona Clint Eastwood nel suo nuovo libro dedicato al celebre attore e regista americano (edito da Gremese, pp. 224, euro 30).

Il volume sar  presentato domani, mercoled 22 dicembre (ore 20,30) al "Clubino" in via Luca Giordano 73 al Vomero (Napoli). Sar  proiettato un video con Michele Kalamera, doppiatore storico di Eastwood.

LA NOTIZIA/2 BIOETICA DELL’ALIMENTAZIONE

“Alimentarsi non è soltanto mangiare.Verso un’etica dell’alimentazione umana”. Una serata a tema, in occasione della presentazione del volume di Vincenzo Minichini, “Per una bioetica dell’alimentazione” (LucianoEditore), domani marted 22 dicembre (ore 19) nella sala Giordano Bruno del Santa Lucia meeting’s club (Castel Cicala, Nola).
Nel corso della serata sar  possibile scambiare riflessioni con l’ Autore, il Predatore, chef illustri e lo staff editoriale del nuovo volume.