La commedia nell’arte omaggio a Dante e alla terra del fuoco è il titolo della mostra che si inaugura oggi pomeriggio, alle 17, nella sala delle terrazze di Castel dell’Ovo (Napoli), ideata dall’Istituto cuturale del Mezzogiorno, nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Forum delle culture. L’arte, la poesia , la creativit  in esposizione opere di Vanni Rinaldi e Demet Kiziltas. Fino al 31 luglio. Orari 9-19, escluso i festivi.

“Nel poeta e nell’artista c’è l’infinito” (Victor Hugo)

“La Commedia nell’Arte” è un vero e proprio omaggio che nell’anno del Forum Universale dele Culture viene dedicato al capolavoro dantesco. Come si sa del resto, niente come “La “Commedia”, può definirsipiù universale,tanto è vero che in epoca recente è stata oggetto di approfondimenti internazionali “altri”, vale a dire appannaggio di altri linguaggi “scenici” o “teatrali” fino a ieri misconosciuti ma capaci di rivelare sempre uno spessore di inaudito vigore. Di volta in volta ci il poema dantesco è diventato recital o performance, opera lirica ed altro ancora in un coacervo di alternative e proposte che appaiono alla fine tutte legittime e significative. E’ noto infatti il successo che vanno riscontrando in tutta Italia (ed ora anche all’estero) le “letture” di Roberto Benigni od anche il favore con cui è accolta l’opera rock di Gianna Nannini ispirata al famoso canovaccio dantesco della Pia dei Tolomei. E la stessa “Commedia” nel suo insieme si è fatta addirittura musical di respiro internazionale.

Per quanto riguarda più specificatamente l’arte figurativa, nel corso dei secoli non sono stati certo pochi gli autori, anche di grande talento,
che hanno tradotto in opera pittorica il superbo affresco dantesco e l’hanno fatto a seconda dei casi con intenti realistici o visionari, laici o cristiani ma sempre con una passione che poi è alla base del fascino che emana appunto dalla “Commedia”. Solo per citare qualche nome, a Dante si sono avvicinati nel corso dei secoli grandissimi nomi dell’arte figurativa, da Botticelli a Salvador Dal, da Piero della Francesca a Chagall.
La realizzazione di Vanni Rinaldi, che da tempo va commentando le opere dell’arte poetica e letteraria, si inserisce a buon titolo in questo illustre contesto. Solo che come nessuno dei suoi predecessori aveva mai tentato di fare, Rinaldi ha inteso affrontare il mondo dantesco nella sua complessit  ed interezza interpretando a suo modo le tre cantiche ed i cento canti del poema nell’arco di un lavoro decennale. Questo vuol dire che la determinazione dell’artista a farsi interprete (non illustratore tanto per precisare, come ebbe a fare Gustave Dor) dell’universo dantesco è diventata essa stessa una componente stabile del suo modo di elaborare e comporre l’opera pittorica, nel senso che la sua sensibilit  visionaria, che passa attraverso echi surrealistici o suggestioni informali ed ancora spazia dalla “Nouvelle Figuration” al cosiddetto realismo esistenziale,finisce per coincidere in questo lungo arco di tempo con la cifra stessa, più riconoscibile ed apprezzabile, del suo personalissimo ed inconfondibile stile.
A integrare la proposta dantesca e a testimonianza della universalit  della poesia della “Commedia”, si affiancano altri momenti tipici della creativit  artistica e che suggellano in qualche misura il “fuoco” stesso che anima qualsiasi impeto creativo le opere di Demet Kiziltas al tempo stesso vicine e lontane al dolore e alla grazia che l’opera dantesca trasmette,fanno rivivere l’impeto e la forza della natura attraverso il magma incandescente del vulcano, un fuoco che è al tempo stesso energia vitale e furia devastatrice. Il tutto per sottolineare infine comel’impegno culturale degli artisti e dei poeti, ponendo l’accento sulla eccezionale attualit  dell’opera dantesca,ci inviti a riflettere, oggi più che mai, su temi e concetti che proprio perchè espressione inimitabile dell’arte e della poesia di tutti i tempi, ci coinvolgono in una appassionato ripensamento dei valori della nostra vita e del tempo in cui viviamo.

In foto, due opere di Rinaldi, in alto e in basso a sinistra e dipinti di Kiziltas