Torna nella terra, dove vive e lavora. Maestro della figurazione, laureato in matematica, con la passione della pittura coltivata sin da quando era bambino. Al Palazzo Migliaresi del Rione Terra, sabato 11 novembre, alle 18, si inaugura la personale ”Sangiovanni & Pozzuoli” che completa il cerchio di un percorso realizzato attraverso i più prestigiosi spazi istituzionali e gallerie private napoletani e stranieri.
Spiega l’artista: «Ho fortemente voluto  ritornare a esporre da dove sono partito, da Pozzuoli». Un ritorno che gli consente di analizzare il proprio mondo spirituale, il forte legame con i luoghi amati, osservati attraverso gli occhi della memoria e trasfigurati in tratti essenziali. Dettagli di portoni, finestre, persiane,  ripresi dal paesaggio flegreo, diventano scatti del ricordo che esaltano la bellezza dei luoghi.
Sentimenti, emozioni, frammenti di vissuto rivivono nelle emozioni del colore  materico e dei volumi che ricreano la maestosità della natura e il suo rapporto con l’uomo, l’io, l’artista che dipinge.
Classe 1939, Mario Sangiovanni, racconta se stesso attraverso un’autobiografia per immagini, utilizzando, per usare una sua espressione, illustrazioni di fantasticheria. Sono i fantasmi familiari che emergono dal passato, da quelle sue escursioni compiute proprio a Rione Terra. E la realtà prende  forma attraverso anche segni ripetitivi.
Le radici della sua pittura si ritrovano nell’espressionismo  tedesco (la Brücke, Emil Nolde, Ernst Ludwig Kirchner, con particolare riferimento alla grafica) e in quello d’oltreoceano, con richiami alle prime opere di Jackson Pollock e alle ultime di Willem De Kooning. E come loro, nella raffigurazione delle cose, interpreta le ansie e le problematiche del  proprio tempo, di una società consumistica, denunciando i limiti di un mondo che punta tutto sulla mediocrità delle apparenze.
In foto, una delle opere che saranno esposte