Durante il pomeriggio del 23 settembre 2007, poco tempo dopo l’ultima esibizione in pubblico, e dopo aver ricevuto il Premio alla carriera, viene colpito da una grave emorragia cerebrale. Il suo sogno era quello di riportare il Festival di Napoli ai suoi fasti, ma ci lascia poco prima di compiere 80 anni. Parliamo di un grande della canzone partenopea, Nunzio Gallo, educato e gentile, un vero signore, sempre con un atteggiamento sobrio, lo sguardo assorto ma vigile. Coltivava la dignitosa consapevolezza che, un pezzo alla volta, una voce alla volta, il suo mondo andava scomparendo. Di questo mondo, classico e popolare a un tempo, lui era un po’ l’ ago della bilancia, il “compagnello” di tutti.

UNA FAMIGLIA NUMEROSA IN VICO PARADISO

Nasce a Napoli il 25 marzo 1928, al vico Paradiso, rione Pignasecca. La sua nascita viene dichiarata dai genitori il giorno successivo all’anagrafe risulta nato il 26, mentre ha sempre festeggiato il compleanno il 25, il girono anche del suo onomastico. Figlio di un fruttivendolo, ha sei fratelli. In casa tutti amano cantare, ma la voce di Nunzio si distingue per la purezza. Capita che lo ascolti un tenore vicino di casa. E un giorno si presenta a casa di don Gennaro Gallo per chiedergli di far studiare canto al figlio. «Tutta la famiglia si riun per discuterne. E fummo d’ accordo io avrei studiato mentre gli altri fratelli avrebbero aiutato mio padre al banco della frutta…».
QUANDO CANTAVA IN CHIESA CON ROBERTO DE SIMONE
La fama di Nunzio cresce nel popoloso rione. Ogni domenica canta in chiesa, accompagnato al piano da un ragazzino che ha qualche anno meno di lui si chiama Roberto De Simone, i due non si perderanno mai di vista. Nel 1959 sposa Bianca Maria Varriale dalla quale nascono quattro figli Jerry, Gianfranco, Loredana, madre dell’attore Gianluca Di Gennaro, e Massimiliano, anche loro cantanti e attori.
IL DEBUTTO AL TEATRO DELLE PALME
Dotato di una bella voce, duttile e potente, prima tenorile e poi baritonale, inizia la carriera come cantante lirico per necessit  e per passione, studiando al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del tenore Nunzio Bari e del maestro Mario Campanino. Debutta a soli 17 anni, nel 1945, al Teatro delle Palme di Napoli in uno spettacolo organizzato dalla Special Services Division dell’esercito statunitense. Il successo è tale che decide di continuare su questa strada e supera, nel 1948, un concorso di musica leggera nel quale si classifica al secondo posto, riuscendo a entrare nella Rai.
NELLA TRAVIATA CON RENATA TEBALDI
La sua carriera da questo momento è ricca di successi. Nel 1954 fa parte del cast della Traviata di Verdi diretta da Carlo Maria Giulini con Renata Tebaldi, Giacinto Prandelli, Gino Orlandini e l’orchestra della Rai di Milano. Nel 1956 vince la prima Canzonissima con la canzone Mamma e l’anno successivo vince anche il Festival di Sanremo con Corde delle mia chitarra in coppia con Claudio Villa. Con la stessa canzone partecipa alla seconda edizione dell’Eurovision Song Contest (a Francoforte sul Meno) piazzandosi al sesto posto. Nel 1957 si aggiudica anche il concorso nazionale della Piedigrotta con Sera d’est , a pari merito con Grazia Gresi (che presenta Dimane… chi sa’). Ma il suo grande orgoglio e la canzone Sedici anni del 1961 che raggiunge il record di un milione di dischi. A Sanremo, l’anno successivo, giunge in finale al Festival cantando in coppia con Rocco Montana un brano di Mascheroni e Testoni Inventiamo la vita. Partecipa, inoltre, a una ventina di film, tra i quali si ricorda Il mammasantissima di Alfonso Brescia (1979), con Mario Merola e Ciro Giorgio e Napoli storia d’amore e di vendetta di Mario Bianchi (1979), con Sal da Vinci e Paola Pitagora.

IL RICORDO DELLE SUE CANZONI
stato cremato e le sue ceneri sono custodite dalla figlia. Lascia in eredit  canzoni indimenticabili Anema nera, Inno del Napoli, Pais , Ninna nanna a Napule (con Sal Da Vinci), E rose e tu, Catene d’ammore, L’ultimo pezzo di terra, Damme a mano, Serenatella ‘e maggio, Solitudine, Inutilmente, Annamaria, Ammore mio, Sciudezza bella, Serenatona, O paese d’o sole, Te s scurdato ‘e Napule, Priggiuniero ‘e guerra, Oil oil , Sora mia!, Lassammoce, Tarantelluccia, Carcere, Chella d’e rrose, Povero guappo, Sedici anni, A vucchella, La ballata del clown, L’ultimo pezzo di terra, Anna Maria, Catar e Voglio te. Ha inciso per le etichette discografiche Odeon, Vis Radio, Phonotype, Zeus. I figli Gianfranco e Massimiliano, con il nipote Gianfranco Di Gennaro camminano nel mondo dello spettacolo, sul solco da lui segnato, tra palcoscenico e cinema.

(1.continua)

Nelle foto, Nunzio Gallo sul palco come interprete della canzone e sul grande schermo (nell’ultima immagine è con Mario Merola)