Una lunga carriera tra “film di cassetta”. Ma dimostra le sue qualit  attoriali nel 1988, quando gli viene assegnato il prestigioso Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista per l’interpretazione in “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo. Sempre nello stesso anno, si cimenta in un bellissimo ruolo drammatico, in “Nuovo cinema Paradiso”, il film di Giuseppe Tornatore vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e dell’Oscar per il miglior film straniero. Parliamo di una pietra miliare del teatro napoletano e del cinema. Vincenzo Cannavale, detto Enzo, nato a Castellammare di Stabia, il 5 aprile 1928. Un grande attore italiano.
L’INCONTRO CON EDUARDO

Primo di quattro fratelli, come tanti altri interpreti, viene "scoperto" artisticamente da Eduardo De Filippo quando era un impiegato dell’Ospedale Militare di Napoli. Eduardo colpito dalla sua verve comica lo invita a recitare in qualche suo spettacolo. Esponente del teatro napoletano, attore dalla verve ironica e comica, abile caratterista, ha calcato i palcoscenici assieme a Eduardo e Aldo Giuffr “Fortunato…!”, “Miseria e nobilt “, “La festa di Montevergine” sono solo alcuni titoli di commedie di successo in cui ha recitato. La lista, tra palcoscenico e grande schermo, è interminabile.
Al CINEMA CON BUD SPENCER

Numerosissimi sono stati i suoi ruoli al cinema, soprattutto nel cinema di genere anni settanta e anni ottanta, facendo spesso coppia con Bombolo e raggiungendo la visibilit  del grande pubblico accanto a Bud Spencer nella celebre serie di Steno Piedone. Ha recitato con Troisi, Salemme, Nanny Loy, Marco Ferreri e la Wertmuller Cannavale donavala sua faccia da uomo qualunque spesso pieno di una accattivante, accanita comica ostinazione. Indimenticabile il suo volto accanto a un’altra immensa protagonista della scena partenopea come Luisa Conte, anima del Sannazaro. Ma nella vita era un uomo serissimo, quasi malinconico. Muore nel 2011, all’et  di quasi 83 anni a causa di un attacco cardiaco, appena qualche anno dopo che era girata una bufala giornalistica sulla sua morte su cui lui stesso aveva ironizzato.
EDUCATO, UMILE E IRONICO
Un artista verace, un uomo educato e umile. Di lui, dopo il vero addio, hanno detto in molti «Grande Enzo… di personaggi del genere ne nasce uno ogni 100 anni. Si sente tanto la sua mancanza». E’ vero, si sente molto la sua mancanza come attore capace di ricoprire ruoli di diverso spessore, di lavorare con artisti dissimili, in testi leggeri oppure impegnati. Cannavale riusciva ad affiancare tutti con maestria, dando lustro al prodotto e mai sfigurando, anche se a volte il suo ruolo era minimo. Faceva sempre la sua bella figura negli oltre 100 film, ma anche su i palcoscenici della sua amata citt  e su quelli nazionali. Qualcuno dice che è stato sottovaluto, però mi permetto di dissentire. Era, invece, molto ricercato dai grossi nomi dello spettacolo per la sua maschera e la sua esperienza dal grottesco al comico e al drammatico, dimostrava forti doti attoriali e per questo era molto apprezzato.
MAI UN RUOLO DA PROTAGONISTA

In tutta la sua carriera non fu mai protagonista in una pellicola, n in uno spettacolo teatrale, ma a lui non pesava, anzi era onorato di essere la spalla comica di nomi importanti. Al cinema debuttò con il film di Giuseppe Amato “Yvonne La Nuit” (1949) al fianco di Eduardo, ma anche di Totò, Gino Cervi, Frank Latimore e Olga Villi. Suo, il ruolo del maggiordomo. Stimatissimo da Vittorio Caprioli, lo affiancher  nella pellicola “Leoni al sole” (1961), diretto da Caprioli stesso e nello scostumato “L’insegnante” (1975) e “L’affittacamere” (1976).
SOPHIA, UNA GRANDE AMICA

Ma è con Loy che offre il massimo della sua ricercata comicit . Nanni lo inserisce in “Le quattro giornate di Napoli” (1962), “Amici miei – Atto III” (1985) con Ugo Tognazzi, “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” (1993). Lavorer  anche con altri grandi registi del cinema di casa nostra, per esempio, con Dino Risi (Operazione San Gennaro, 1966), Francesco Rosi (C’era una volta, 1967 nel cast con Sophia Loren, sua personale amica e spesso compagna di set anche nel piccolo schermo), Pietro Germi (Alfredo, Alfredo, 1972, con Stefania Sandrelli e Dustin Hoffman) e Alberto Lattuada (Bianco rosso e…, 1972). Lui, Enzo, il principe dei caratteristi napoletani.