In questo articolo troverete parole come stimato, rispettato e rispettoso, inimitabile e tanti altri vocaboli di elogio per un uomo che aveva grande sensibilit  e rispetto nei confronti del pubblico e delle persone. Chi ha conosciuto Gennarino Palumbo, potr  confermare il tutto. Ma chi invece non ha avuto il piacere, potr  constatare l’umanit  che traspare dalle sue interpretazioni attraverso vari filmati, televisivi e non.
IN SCENA CON EDUARDO E LUISA CONTE
Mico Galdieri (fondatore dell’Ente teatro cronaca e impresario teatrale) di lui disse «Era un grande attore e non lo sapeva neanche lui». Non credo che non lo sapesse, ma i veri grandi attori hanno un umilt  di fondo, la sicurezza di non esclamare “Io sono”. Gennarino Palumbo dimostrava sui palcoscenici quello che era, grazie agli applausi a scena aperta in compagnie di capo comici, come Luisa Conte o Eduardo de Filippo con cui ha lavorato per oltre vent’anni. Eduardo lo utilizzava sia come generico primario che come caratterista. E, grazie a questa grande scuola Gennarino è diventato attore completo, versatile, spumeggiante. Con la massima naturalezza e innata maestria riuscita a impersonare ruoli dai diversi connotati era comico, poi drammatico, poi istrionico, ingenuo, tagliente, satirico, grottesco, persino un gran mimo. Con il suo carisma attoriale riusciva a riempire la scena da solo. Doti in parte innate, le sue, perch Gennarino gi  a otto anni fu definito un enfant prodige. Iniziò da piccolo a esibirsi in pubblico.
DAL CORO DELLA PARROCCHIA AL SAN FERDINANDO

Cantava nel coro della parrocchia, per poi passare alla scuola di Zietta Liù dove era considerato uno dei migliori allievi. Dopo questa esperienza per lui si spalancarono le porte dello spettacolo. I suoi inizi lo videro mattatore negli spettacoli di variet , come attore e come cantante, con personaggi di spicco. Ancora giovane andava in tourne con cantanti quali Claudio Villa e Luciano Tajoli. E fu proprio in una di queste esibizioni che Gennarino ebbe problemi alle corde vocali che gli impedirono, in futuro, di svolgere appieno la carriera del cantante. Ritornato a Napoli riprese l’avanspettacolo con un ritmo travolgente e a volte esasperante con tre spettacoli al giorno in compagnia con Rosetta Dey e Maria Paris. Per queste sue strabilianti doti non poteva non essere notato da Eduardo De Filippo che lo volle con s. Nel 1954, Gennarino, era applauditissimo interprete in "Palummella zompa e vola" che inaugurò il nuovo teatro San Ferdinando di Eduardo. Con Galdieri, Gennarino Palumbo insieme a Gianrico Tedeschi, Ugo D’Alessio e Giustino Durano, mise in scena Commedia della Pignatta (Plauto), Tabernaria (Della Porta) e altre ancora.
IL LEGAME CON LA FAMIGLIA
Gennarino nacque a Napoli il 10 ottobre 1931 da Aurelio e Concetta Fruilo. Apparteneva a famiglia agiata, era il secondo di quattro figli (Salvatore, Elvira e Guido), molto legato agli affetti familiari, ma anche un uomo pronto ad aiutare il prossimo e in special modo chi si voleva avvicinare al mondo del teatro. Dall’alto della sua esperienza consigliava e indirizzava, a volte spendendo qualche buona parola verso il capo comico, per dare la possibilit , a chi voleva, di intraprendere la carriera di attore.
FESTA DI PIEDIGROTTA
Palumbo ha lavorato, trovando sempre il modo di farsi valere, anche in televisione con Taranto e Rascel. Per circa tre anni ha mietuti successi al Sannazaro nella compagnia di Luisa Conte e Nino Veglia con D’Alessio e Pietro De Vico. Sia pure con delicatezza, Gennarino, affrontava i classici (come Anfitrione, messo in scena a Pompei con Antonio Casagrande) con grande rispetto ma anche con un tocco impercettibile di modernit , con quel fare che solo un attore dotato di mirabili virtù recitative e dai ritmi serrati e inimitabili può fare. Negli ultimi tempi, Gennarino, aveva incontrato il Maestro De Simone, che gli aveva affidato il ruolo di Mim di Montemurro in "Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani; Sergio Lori, dalle colonne del quotidiano “Roma” scriveva «…Gennarino Palumbo, come sempre bravissimo, impersonava molto brillantemente, con spigliata e comunicativa vivacit  quel personaggio» rammaricandosi, più tardi, «… la fretta e lo spazio avaro c’impedirono di aggiungere i tanti altri aggettivi di elogio che avrebbe pur meritato».
L’ADDIO A 48 ANNI

L’adorata sorella Elvira ne traccia un commovente quadro di rara intensit  e scevro da manierismi e voglia di apparire Gennarino non metteva in mostra la sua mercanzia, la vendeva ogni giorno al mercato dell’umilt  e dell’amore verso il prossimo; mai litigioso, ma sempre pronto al compromesso, poco sembrare molto essere, il suo essere uomo era contornato da rara eleganza e spontaneit . Durante il natale del 1979, per l’acutizzarsi del male che lo aveva colpito anni addietro, fu costretto a interrompere le repliche di "Festa di Piedigrotta" per ricoverarsi al Policlinico Vecchio, dove la sua vita si spegner  alle 7, 30 del 9 gennaio 1980. A            6              veva solo 48 anni. Il vuoto lasciato nel mondo dello spettacolo è di quelli incolmabili. Non ha potuto invecchiare accanto alla adorata Elvira, ma rester  sempre giovane e d’esempio nei cuori di tutti.

Nelle foto, Gennarino in scena. Nelle immagini in basso, con Lusia Conte ed Eduardo De Filippo