Spesso guardiamo in tv vecchi film con grandissimi nomi come Eduardo de Filippo, Totò, Vittorio de Sica (e altri) affiancati da una immensa maschera, Tina (diminutivo di Concetta Annunziata) Pica, grande signora dello schermo e del teatro. Cos, siamo abituati a ricordarla solo nei panni di Sabella o di Caramella. Eppure, la nostra attrice straordinaria è stata una grande figlia d’arte. Il padre, Giuseppe Pica, capocomico, è inventore del personaggio Anselmo Tartaglia. La madre, Clementina Cozzolina, era attrice. Tina, ancora bambina, recita con i genitori, in una compagnia teatrale ambulante, a Napoli e provincia, distinguendosi gi  per l’ottimo talento, solitamente in parti lacrimose e tristi come "La figlia di un condannato" , "La fanciulla di Pompei", "Le due orfanelle".
IL DEBUTTO DA BAMBINA
Napoletana dei pressi del Borgo Sant’Antonio Abate (o’ Buvero e Sant’Antuonio), dove nasce nel 1884, da piccola gi  si impone per la sua voce cavernosa e il fisico asciutto che la fa somigliare a un bambino. E grazie a questa particolarit , una sera, quando il padre non sta bene, lo sostituisce interpretando la parte di Anselmo Tartaglia. Iniziando la sua carriera teatrale a soli sette anni. In seguito, impersoner  addirittura Amleto in una rivisitazione partenopea del grande dramma shakespeariano.
LA PASSIONE PER IL GIOCO

Oltre la recitazione, la sua passione è il gioco poker, lotto, roulette. Si racconta che durante l’udienza concessa dal papa a Eduardo De Filippo, dopo il grande successo di "Filumena Marturano", sussurri nell’orecchio del grande attore che quello è il momento giusto per chiedere tre numeri vincenti. Da parte di Tina non è, però, affatto irriverenza. Anzi l’attrice è talmente religiosa che Eduardo le concede di portare in scena il suo modo di pregare. In "Napoli Milionaria", infatti, recita le orazioni in latino napoletanizzato proprio come fa nella sua vita di tutti i giorni.
Ma la maschera che vediamo documentata nei film, comica allegra, dura, ha avuto una vita abbastanza difficile. Tina è colpita da due terribili lutti il marito Luigi muore dopo appena sei mesi di matrimonio, cos come la loro figlioletta. Fortunatamente dopo anni, ritrova la serenit  affettiva accanto a Vincenzo Scarano, appuntato di Pubblica Sicurezza. I due rimarranno insieme per circa quarant’anni, uniti anche dalla reciproca passione per il teatro. Insieme scriveranno opere teatrali come "L’onorevole Pip" e "Giacomino e la suocera".
L’ESORDIO SUL GRANDE SCHERMO

Negli Anni Venti fonda una sua compagnia con la quale metter  in scena spettacoli come "Il ponte dei sospiri" e "Il fornaretto di Venezia".
A parte l’apparizione in due film muti di Elvira Notari del 1916, il suo vero esordio sul grande schermo avviene nel film “Il cappello a tre punte” (1934), di Mario Camerini, seguito da Fermo con le mani! di Gero Zambuto del 1937, con Totò.
La sua combattivit  e perseveranza la inducono a gestire lei stessa un teatro, il Teatro Italia, prima affiancata da Agostino Salvietti e poi da sola. Nel frattempo, scrive opere teatrali che poi mette in scena, e traduce in dialetto napoletano lavori altrui come il "San Giovanni decollato" di Nino Martoglio. Insomma, attrice, capocomico e potremmo dire imprenditrice di se stessa, fino alla svolta dove avviene l’incontro con Eduardo De Filippo, con il quale avr  sempre un rapporto conflittuale, che li vedr  ora collaborare insieme e ora allontanarsi.
IN SCENA CON EDUARDO
Si dice che il ruolo di Concetta in "Natale in Casa Cupiello" sia stato creato da Eduardo proprio pensando a lei. Ed è con questo ruolo che inizia la collaborazione artistica tra i due in "Napoli milionaria", "Filumena Marturano", e "Questi fantasmi". Poi si allontana da Eduardo fino al 1954, per lavorare nuovamente con lui alla messa in scena di "Palommella zompa" e "Miseria e Nobilit ". Con queste si consacra come una delle caratteriste comiche più amate del cinema italiano del dopoguerra.
Nel 1955 però si consuma la rottura definitiva tra i due Tina infatti ha ottenuto un periodo di pausa da Eduardo De Filippo per lavorare al film "Pane, Amore e Fantasia" (1953, di Luigi Comencini) che la far  conoscere al grande pubblico nel ruolo della governante Caramella. La lavorazione del film prende più tempo del previsto e al suo ritorno Eduardo la accoglie piuttosto freddamente. Tina decide, allora, di abbandonarlo per dedicarsi unicamente alla carriera cinematografica. Interpretando con grande successo e bravura il personaggio di Caramella, dove recita al fianco di Vittorio De Sica in "Pane, amore e gelosia" (1954) grazie al quale vince il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista e in "Pane, amore e…" (1955). Vittorio De Sica la dirige successivamente nel ruolo della dolce nonna            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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UN CARATTERE FORTE E DECISO
Le vengono anche confezionati addosso alcuni film sulla falsariga dei personaggi di Caramella e di Nonna Sabella, tra questi "Arriva la zia d’America", "La sceriffa", "La Pica sul pacifico" e "Mia nonna poliziotto". Oltre che con De Sica, collabora con Fernandel, Renato Rascel, Dino Risi, e soprattutto con Totò nei film "Totò e Carolina" (1953, regia di Mario Monicelli) e "Destinazione Piovarolo" (1955, regia di Domenico Paolella) il suo ultimo lavoro per il cinema, all’et  di 79 anni.
Tina ha (come i suoi personaggi nel cinema) un carattere forte e deciso. Raccontano che durante le prove per "Liol ", nel quale recitava insieme a Eduardo e Peppino De Filippo e a cui era presente anche l’autore Luigi Pirandello, esasperata dai loro continui suggerimenti, una volta, smise bruscamente di recitare, borbottando «Voi tre l  mi sembrate il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Ma io non posso lavorare in presenza della Santissima Trinit ».
L’OMAGGIO DI ROMA E NAPOLI
Si spegne a 84 anni nella citt  dove è nata, a casa di un nipote. Successivamente, a Roma le viene intitolata una via, a Napoli un giardino. Ricordare un personaggio come lei significa recuperare un pezzetto della nostra memoria. Doveroso omaggio a un’artista minuta e spigolosa nel fisico . Indimenticabile per le sue battute. Nella mente rimbomba ancora quella frase "Fratello … vatti a coricare!" (in Pane, amore gelosia). Attimo eterno di una grande attrice.

Nelle foto, Tina Pica. In alto, è con Alberto Sordi nel film di Monicelli, "Un eroe dei nostri tempi"