Colori, linee e sensi.Questi gli strumenti usati da Fabio Rocca,artista siciliano ma che per anni ha vissuto e frequentato la nostra citt ,
nella sua pittura per spiegare la sua realt , cos particolare ma anche cos piena di gioia.
La sua carriera,iniziata negli anni 80,continua ancora oggi,con due mostre personali a Napoli(una alla sede Anpi in zona Museo, l’altra alla Biblioteca comunale “B.Croce” in via De Mura 2bis)che rimarranno aperte fino al 16 ottobre.
La sua pittura nel corso degli anni non è cambiata: continua a essere un modo per rappresentare il caso che si incontra con la necessit ,in questo gioco di opposti che diverte noi e l’artista stesso.
Triangoli e forme geometriche, linee che sembrano graffi, colori primari tanto accesi da prendere vita, ma anche toni più delicati per rappresentare un gioia che può esplodere e anche portare alla pace.
La sua pittura è fatta di sensi, di coincidenze e di legami, deve essere compresa con la vista ma anche con il tatto, con l’olfatto, in un vortice sinestetico che porta le sue opere a catturarci.
Una pittura, “bella e difficile”, come spiega Ugo Piscopo, curatore delle due mostre napoletane che ripercorrono un po’ tutto quello che è stato il cammino pittorico dell’artista siciliano e che si connettono ai festeggiamenti per l’anniversario delle Quattro Giornate di Napoli.
Le forme di Rocca richiamano un po’ la pittura futurista, eliminandone però il contenuto distruttivo e avanguardista,per dare un tono più sereno e onirico,come se i suoi quadri fossero poesie,da leggere ma anche da toccare e da annusare.
I colori vivaci,costante della sua opera pittorica sin dagli inizi,si intersecano tra di loro, come a voler simboleggiare un bisogno, o meglio una speranza di fratellanza universale.
Utopia e concretezza si amalgamano nelle tele esposte che rapiscono la nostra emozione come se fossero un gioco d’azzardo dell’uomo con il destino.

Nell’immagine, un’opera di Rocca