Avete mai sentito la voce della terra? Solo chi la conosce veramente perch si è sporcato le mani coltivandola, perch l’ha odiata, amata, invocata, curata e cantata può farcela sentire. E’ una voce profonda, antica e viva. C’è chi, dopo averla sentita, non vuole dimenticarla, anzi vuole farla ascoltare il più possibile per non farla morire.
Romeo Barbaro (foto) è tammorraro da cinque generazioni, mamma napoletana e pap  di San Giuseppe Vesuviano, sesto di sette figli, si trasferisce a Napoli a soli dieci anni. Il suo legame con le tradizioni e la cultura della terra dove è nato è davvero forte e ogniqualvolta può, ci ritorna. Pap  Paolillo, da cui prende la passione per la musica, lo educa all’ascolto, portandolo con s sui sagrati delle chiese, luoghi d’incontro delle varie famiglie,” le paranze”, che conservano una determinata tradizione musicale. Romeo osserva, poi, quando è pronto, la nonna Filomena gli insegna a suonare e a costruire la tammorra, uno strumento femminile, suonato dalle donne, che genera musica libera e … liberatoria. Cos, un po’ alla volta, diventa il messaggero di un popolo che ha vissuto qualcosa che non ha tempo e che si perde in tempi lontani, quando musici itineranti suonavano ” il timpano “, l’antica tammorra.
Romeo è avido di conoscenza, compie alcune ricerche etnoantropologiche sulla sua terra natia, diventando un musicologo che è sintesi di istinto e formazione. Contemporaneamente a Napoli compie gli studi psicopedagogici e si diploma in canto al Conservatorio San Pietro a Majella. Sviluppa un po’ alla volta un rapporto d’amore con Napoli, ne coglie la sua magia, e coltiva quel desiderio di scoprirla che solo chi l’ha sfiorata nell’intimo conosce.
Fortissima la sua attrazione per il teatro San Carlo di Napoli che frequenta da quando era studente del Conservatorio e che gli regala anche un’esperienza come assistente di scena per il Maestro Franco Zeffirelli nella Bohèeme. Ne è passato di tempo da allora, e il suo repertorio si è sempre più arricchito di canti e di suoni fino a farlo eleggere uno dei più apprezzati interpreti della musica popolare e della canzone antica che lui porta in giro per il mondo, dall’America alla Cina.
Romeo lascia tracce precise, fa avvertire che la musica popolare è energia della terra in rapporto animistico con la fede, l’animale e la collettivit . La rotondit  dello strumento che Romeo suona chiude proprio questo cerchio, i ritmi percussivi fanno riferimento all’energia della terra e il battito propiziatorio, sulla pelle di capra, invoca la Madonna delle galline, dei bagni e di castello, scatenando una trance sonora che procura grande felicit  ed esercita un forte collante sociale.
Romeo sa che se c’è una cosa che accomuna tutti i popoli del Mondo è la gioia che si prova con la musica, suonandola e ascoltandola. Con il suo spettacolo ” Mediterranea Sound “, Romeo, compie un viaggio sonoro, racconta il legame profondo che unisce Napoli alle tante culture e civilt  che si sono succedute sulle nostre coste e come i loro canti e i loro suoni abbiano contaminato la nostra musica.
Oggi è Maestro di tammorra nella Nuova Orchestra Scarlatti, docente al Teatro Bracco di Napoli, relatore di conferenze e stage sull’etnia e il folklore campano presso vari atenei e istituzioni. Inoltre, con ” Romeo Barbaro Ensemble ” porta in giro spettacoli da lui scritti e diretti che sono gradevolmente innovativi perch sollecitano il riconciliarsi con la propria appartenenza riuscendo però ad essere anche moderni. La musica è gioia, ma anche speranza e lui “oltre l’orizzonte” immagina che un giorno ci potr  essere un mondo dove tutti gli uomini si sentono uguali, con lo stesso desiderio di lasciare risuonare la libert , e ricorda M.L.King in “I have a dream”.

Per saperne di più
www.romeobarbaro.it

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