Rosaria Matarese espone al Mann, Museo archeologico nazionale di Napoli, le sue recenti sculture fino all’11 gennaio 2016. Titolo raffinato colto mitologico Patartemide lascia immaginare opere di elevata valenza artistica e di molteplici complessi simbolismi da leggere interpretare ricercare nella memoria di studi di letteratura classica greca e latina. Chiaro e immediato è il riferimento ad Artemide, figlia di Zeus e di Latona, sorella gemella del bell’Apollo con cui gareggiava in soave sensuale bellezza, dea della caccia col nome di Diana nella mitologia latina. Cinque sculture in mostra.
Macchina biopatafisiecologica per la produzione del latte…o no? (cm.62×62) con fili e imbuti di plastica, bottiglie del latte, testa di polistirolo ricoperta di fogli di similoro. Polymastos a la gogne(cm.70×70)con polistirolo, collage, plexiglas, ferro, fogli in similoro, Il sogno di Artemide (cm.76×138) in legno e plexiglas, Celeste Polymastos (140×140) plexiglas e acetato. Sono opere del 2010 tutte colorate vistosamente come era uso nell’antichit  ma Matarese ora le ha dipinte con colori ad olio. “Occhio” (26×26) del 2015 con legno, specchio, vetro, collage.
Matarese usa materiali gi  realizzati da altri e presenti in commercio li ricicla come è nella tradizione delle avanguardie del Novecento e crea forme simili a oggetti o macchine dando ad essi significati di forte simbolismo spirituale e culturale da renderli quasi umani. Ricicla oggetti abbandonati non più in uso dando nuova vitalit . E’ la Memoria del Passato che diventa Presente e messaggio per il prossimo Futuro. Riporta all’attenzione del visitatore la statua di Artemide presente nel Museo Archeologico esaltando bellezza sensualit  armonia delle forme femminilit  in un linguaggio stilistico e creativo contemporaneo. Non è più la dea della castit  che amava correre per i boschi o riposarsi con le Ninfe sulle rive fiumi e laghi.
La Diana di oggi corre al lavoro, nei supermercati, in tv. Rifiuta la castit . Armata di arco e frecce come il fratello vuole la parit  tra i sessi nella vita, nelle attivit  sociali e culturali, nell’intimit  esprimere le sue fantasie erotiche, di concupire chi desidera, nella libert  di scegliere amare l’uomo da amare, non essere solo donna oggetto di piacere per il maschio o da mostrare su pagine patinate a fini pubblicitari commerciali.
Lei vuole vivere la notte in strada, a teatro, cinema, pub, discoteca come la bella Artemide simbolo della luce lunare ma non come la dea cacciatrice ma neanche facile preda di selvaggi violenti maschi belve. In mostra a fianco di Artemide c’è Apollo, dio delle arti plastiche musica e poesia, ma non è più ritratto di immensa potenza è ancora il simbolo della parit  tra i sessi e l’auspicio di un uomo rispettoso della donna.
L’arte di Matarese è magico eloquente riscatto della cultura come antidoto alla violenza ed è un riscatto sul piano etico alla degradazione dei costumi dei nostri tempi ispirandosi alle Muse come Omero nell’Iliade.

Per saperne di più
www.archeona.beniculturali.it/eventi-della-soprintendenza/partartemide

Nelle foto, opere in mostra