Dalla casa editrice Rubbettino calabrese riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il commosso ricordo di Corrado Ocone, autore Rubbettino, filosofo liberale di formazione crociana, direttore scientifico della Fondazione Einaudi ed erede anch’egli, come Galasso della tradizione storicistica napoletana.
Dalle parole di Ocone emerge  soprattutto, il debito che l’intero mondo della cultura italiana e, in special modo meridionale, ha nei suoi confronti. Il rapporto di Galasso con Rubbettino è un rapporto di antica data e ha prodotto frutti notevoli: dalla rivista l’Acropoli che lo studioso napoletano ha diretto fino alla fine (è in uscita l’ultimo numero), alla pubblicazione di due importanti saggi: «La Calabria spagnola» e «Calabria, paese e gente difficile» alle numerose le curatele e saggi introduttivi pubblicati in volumi di terzi.
Le esequie di Giuseppe Galasso si terranno domani, mercoledì 14 febbraio, presso la Società Napoletana di Storia Patria, terzo piano del Maschio Angioino (Napoli), dalle  11 alle 13.

«Mai come questa volta non suona retorico dire che la cultura italiana subisce una perdita irreparabile. Giuseppe Galasso, per statura scientifica, per la capacità di sapere unire come pochi altri l’impegno civile alla autorevolezza negli studi storici, va annoverato sicuramente fra i grandi Maestri del nostro tempo. Fedele alla lezione dello storicismo crociano, nel cui solco sempre si è mosso, può essere a ragione considerato il massimo esponente di quella tradizione negli ultimi decenni. Curioso e attento a tutto ciò che si muoveva nella vita del Paese e nella cultura mondiale, sapeva conservare intatta la sua allergia alle mode filosofiche e filosofico-politiche. Che spesso liquidava con la signorilità e il garbo che è proprio dei napoletani, cioè con un sorriso e una battuta. Alla storia del Mezzogiorno e del Sud ha dedicato studi che rimarranno nelle bibliografie, ma il suo non fu mai un meridionalismo vittimistico o assistenzialistico. Aveva un forte senso dello Stato, di impronta risorgimentale e liberale. Lo caratterizzavano la grande affabilità umana e la capacità di dare tono e spessore ad ogni conversazione. Qualche settimana fa aveva tenuto, a noi ex allievi dell’Istituto Croce, una lectio magistralis nelle stanze di Palazzo Filomarino. E anche in quella prolusione aveva ribadito crocianamente il legame intimo fra cultura e vita morale. Profondo motivo di orgoglio è stata per me la telefonata fattami poco prima di Natale, in cui, ringraziandomi per la recensione al suo ultimo libro, mi aveva detto che io ero uno dei pochi che, prima di parlare di un libro, lo legge attentamente dalla prima all’ultima pagina».
                                                                                                        Corrado Ocone

In foto, Galasso con l’editore Florindo Rubbettino