Gli orchestrali indossavano la camicia, quasi a sottolineare il carattere ancora “estivo” dei primi concerti del San Carlo, previsti nel cortile del Palazzo Reale. Le minacce dei meteorologi, che da giorni annunciavano temporali violenti, hanno suggerito un repentino trasferimento al Politeama del primo appuntamento, che cadeva l’ultimo giorno d’estate. Primo pezzo in programma, l’Ouverture dal Don Giovanni di Mozart. Parlare di intenti interpretativi sarebbe audace: la bacchetta di Gian Luigi Zampieri ha assicurato l’unitariet  dell’insieme orchestrale, non di più.
Il primo tempo del Concerto per flauto e orchestra di Saverio Mercadante è pagina gradevole e vivace. Giustamente il foglio di sala avvisa che si tratta di un Allegro "vigoroso"; purtroppo il direttore non ha letto quelle poche e illuminanti righe, che gli avrebbero sconsigliato di staccare un tempo cos lento da corrompere lo spirito stesso del brano.
Il flautista Bernard Labiausse ha colto solo in parte l’opportunit  di curare i colori del tempo mediano, che è risultato alquanto scialbo e monotono in questa lettura. Da saggio di fine anno il disgraziato terzo tempo che veramente aveva poco di quello spirito russo, che il titolo evidenzia.
Immediatamente accolte le richieste di bis, soddisfatte da due brevi brani, tra cui un impeccabile Volo del calabrone. Le speranze erano ormai tutte riposte nella seconda parte del concerto, che prevedeva un autentico capolavoro mozartiano, la Sinfonia "Praga". A poco sono valsi i voti a San Gennaro, che, fresco di festeggiamenti, avrebbe potuto evitare inutili tormenti.
Ebbene, il superiore intervento forse c’è stato, in parte. Dopo un incipit, esageratamente lento, meglio, alla moviola, inspiegabilmente privo di pathos (anche di altro, in verit ), le cose sono andate meglio. Ci riferiamo al solfeggio, ovviamente: la Sinfonia "Praga" è un’altra storia. Ma di questa è meglio non parlare. L’autunno è alle porte; con il fresco torner  la voglia di lavorare meglio e anche l’orchestra, che stavolta non ha brillato, occorre dirlo, far  meglio, ne siamo sicuri.

in foto, l’orchestra del San Carlo