Dopo la definitiva consacrazione del Napoli Teatro festival quale evento internazionale, sancita dal Ministero per i Beni Culturali, la citt  è interessata, in questi giorni, da un vortice di eventi, tra i quali quest’anno si inseriscono alcuni concerti di grande interesse.
Il primo di questi, abbinato alla spettacolo di Salemme “Pigmalione”, è stato presentato al teatro di San Carlo, subito dopo la serata inaugurale, nella quale sono stati presentati “Piece noire” di Enzo Moscato al Teatro Mercadante e l'”Europenne” di David Lescot ancora al Teatro San Carlo.
L’evento di domenica ha previsto l’esecuzione di musiche di Boccherini, Haydyn e Mozart eseguite dall’orchestra del Massimo napoletano diretta da Giampaolo Bisanti. La serata viene replicata al Teatro Verdi di Salerno oggi (il 9 giugno alle 21.00).
L’orchestra, come sempre ha dato il meglio di s, anche se non è mancata qualche imprecisione, dovuta alla guida non troppo sicura del direttore. Splendido, invece, è stato il violoncello di Luca Signorini nel concerto in Si bemolle maggiore per violoncello e orchestra di Luigi Boccherini. Il musicista ha offerto due bis bachiani, dalle “Suites” per violoncello solo, nei quali ha messo in evidenza il suo straordinario fraseggio, una musicalit  sempre controllata, ma ricca e vivace, una sensibilit  interpretativa assolutamente non comune. Il pubblico, forse meno attento che ansioso di assistere allo spettacolo di Salemme, ha potuto ascoltare la Sinfonia 101 “della pendola” in Re maggiore di Franz Joseph Haydyn e l’ouverture dal “Flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart.
Il respiro internazionale della rassegna è assicurato. Come gi  aveva assicurato il Governatore Antonio Bassolino durante la conferenza stampa, la rassegna vanta gi  un’eco nazionale e internazionale molto vasta; il cartellone del Festival vuole rappresentare una sfida, sicuramente molto ardua, in un momento difficile dal punto di vista economico e sociale. Nelle intenzioni degli organizzatori, la kermesse mira a produrre cultura e creare sviluppo: un impegno per loro, una speranza per quanti credono, come riteneva Brecht, che “da che mondo è mondo il compito del teatro è quello di ricreare la gente”.

Nella foto, un momento del concerto