L’azione di rilancio del teatro di San Carlo prosegue con slancio. Abbattere le barriere tra il Massimo e la citt  sembra essere una delle priorit  del commissario straordinario Nastasi. Come gi  lo scorso anno, infatti, ritorna la grande musica in piazza Plebiscito, con un "Verdi Gala!" con tanto di punto esclamativo, quasi a racchiudere in quel segno enfatico la carica di vitalit  e di slancio che promana dalla musica di Verdi e dalla bacchetta di Antonio Pappano. Il celebre direttore, di origini beneventane, ha guidato l’orchestra del San Carlo e quella dell’Accademia di Santa Cecilia, oltre ai rispettivi cori e al Coro di Voci Bianche del teatro napoletano. Come in ogni concerto all’aperto, i riflettori puntati all’improvviso contro il pubblico, le bizze dell’amplificazione e l’impertinenza dei fanatici del cellulare, ricercatissimi, a quanto pare, dopo le 21, hanno creato qualche fastidio. Nonostante questi e altri svantaggi, che sarebbe noioso riportare, è stata una bella serata, per le musiche e per gli interpreti, per la cornice e per il pubblico che riempiva, ma non gremiva, la piazza grande. E che dire poi, di quel troppo spesso mortificato orgoglio nazionale che faceva capolino tra le note dell’Aida inerpicandosi sugli squilli degli ottoni o tra le volute degli archi nel Ballabile dell’Otello. Superbe le sonorit  realizzate dal duplice organico nel Prologo del Mefistofele di Boito, una sorta di flusso sonoro compatto e corso, ricco di colori e di sfumature. Il gran numero di strumentisti e coristi non si è tradotto tanto in elefantiasi sonora, quanto nella moltiplicazione infinita- questo s- di dimensioni sonore ed emotive, che hanno coinvolto il pubblico, infiammato dal vigore di Pappano. Una bella serata, si diceva. S, di sicuro una splendida serata, che non deve distogliere l’attenzione dei vertici del Teatro da quella che deve essere la principale finalit , creare un pubblico che non sia solo quello degli eventi straordinari, ma che si accosti alla musica con costante interesse. Tante le richieste di bis, accolte dal direttore, che ha voluto concludere facendo intonare al pubblico "Va’ pensiero": un’americanata, si dir . Certamente, ma di sicuro più innocua di tante ben più nocive volgarit  che propinano i media. Un ultimo dono: una lettura appassionata, intensa della Sinfonia della Forza del destino, quasi a fugare ogni sospetto di "leggerezza" eccessiva, un invito a gustare le morbide proposte degli ottoni alle quali risponde un garbato gioco degli archi, per concludere tutti insieme, in un crescendo fragoroso e possente di emozioni e di energie.

Stasera il San Carlo ritorna in piazza con un altro concerto, che vedr  sul palco il pianista Giovanni Allevi.

Ore 21.30, prenotazione obbligatoria; biglietti da 5 e 15 euro

Nella foto in alto, Giovanni Allevi. In basso, Antonio Pappano