Prosegue la ministagione sancarliana con una serata dedicata al tango e al folklore argentino, che sar  replicata il prossimo 26 settembre, sempre nel Cortile d’Onore del Palazzo Reale. Protagonista è stato il coro del San Carlo, diretto da Salvatore Caputo, che è intervenuto anche come pianista.

Dopo le meste Cincos canciones populares argentinas di Ginastera per baritono e pianoforte, affrontate con diligenza da Lisandro Guinis, i pezzi di Indianas di Carlos Guastavino e i quattro di Carlos Gardel hanno creato atmosfere popolari, neppure tanto raffinate, in verit , anzi fin troppo ammiccanti ai gusti di palati facili. Un momento di (relativa) nobilitazione si è colto nella Misa Criolla di Ariel Ramirez.

fin troppo ovvio notare che il cortile era pieno e che queste scelte cos insolite hanno il compito di avvicinare il grande pubblico alla musica d’arte. Niente di più illusorio: cos facendo si ottiene soltanto un momentaneo trasferimento di un pubblico che non sar  quello che sapr  apprezzare i tesori della grande musica. una politica scellerata quella che pensa di imbastardire l’identit  del teatro più bello del mondo. un prezzo troppo alto da pagare, che ben si sposa con scellerate inserzioni pubblicitarie che reclamizzano interventi di artisti sancarliani in ricevimenti e cerimonie. Speriamo nessuno pensi a trasformare questo tempio della musica che tutto il mondo ci invidia in un bivacco con tanto di neomelodici strimpellanti e ululanti.

Di altro tenore il concerto del 18, che si è tenuto in teatro, per evitare le interferenze dello spettacolo che di teneva nella piazza grande. Sul podio Hansjrg Albrecht, che ha affrontato con garbo l’Ouverture nello stile italiano di Schubert. Con la Sinfonia n. 29 in La Maggiore K. 201 sono cominciati i problemi, anche seri. Un brano cos celebre, disponibile in incisioni memorabili, non può essere affrontato con disinvoltura: dietro l ‘apparente semplicit  del Salisburghese si cela l ‘infinita ricchezza del genio; e qui la diligenza dell’esecutore non basta. Gli attacchi saranno pure precisi, ma sferzanti come sciabolate, i contrasti piano – forte saranno pure netti ma senz’anima. Insomma, gi  dal secondo movimento abbiamo cominciato a sperare in meglio, preparandoci all’ascolto della Sinfonia n. 1 di Beethoven. Un po’ di suspence non guasta: dopo la sinfonia di Mozart alcuni orchestrali vanno via, facendo pensare a un intervallo; altri, invece, rimangono seduti e hanno la meglio perch, a sorpresa, gli altri ritornano bellamente sul palco; forse bisogna mettere un po’ d’ordine. Inizia il primo movimento della Prima del musicista di Bonn: tutti a vuoto i tentativi di "azzeccare" uno dei pizzicati con cui si apre il brano. I gruppi croma puntata-semicroma vengono tradotti in terzine, ma non sempre, con grande imbarazzo di chi ha sentito qualche altra volta questo pezzo. Disarmati, aspettiamo che il concerto finisca presto. Una serata da dimenticare.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

25 settembre 2010 – Cortile di Palazzo Reale

Donizetti/Braga/Paganini/Puccini/Verdi

direttore Diego Dini Ciacci

violoncello Luca Signorini

Orchestra del Teatro di San Carlo

26 settembre 2010 – Cortile di Palazzo Reale

Tango e folklore argentino

direttore Salvatore Caputo

pianoforte Maurizio Agostini

Coro del teatro di San Carlo

In foto, il concerto del 18 settembre. Foto Francesco Squeglia