Eppure c’è. La borghesia napoletana. Malgrado gli strali d’accusa lanciati da intellettuali dal nome forte. Quella borghesia napoletana  tacciata di essere latitante oppure  legata solo al mattone e ai soldi batte un colpo, anzi sessantamila e  diventa protagonista di un’operazione culturale legata al Lirico più antico d’Europa e più bello del mondo, il San Carlo.
Sessantamila, infatti, gli euro raccolti per contribuire a comprare un tappeto Harlequin che riduca il rischio di lesioni attraverso l’organizzazione di un evento che si svolgerà venerdì 22 settembre, alle 21, nel salone degli specchi del Massimo partenopeo. Il tappeto sarà acquistato grazie al ricavato dell’evento e al contributo, offerto anche mediante il meccanismo dell’Art bonus, dai main sponsor dell’iniziativa: Acrotexture, Anglo Italian School, Eccellenze Campane e Tecno srl.
Motore della raccolta, come curatrici del progetto,  l’architetta Francesca Frendo e l’art dealer  Cara Travierso. Dopo lo spettacolo di danza che si è tenuto ieri, ecco il gran ballo di Cenerentola: lo aprirà a passi di valzer, Giuseppe Picone, direttore del Corpo di ballo del San Carlo, assieme ad alcuni ballerini della compagnia stabile. Veronica Maya sarà protagonista della serata rigorosamente elegante (cravatta nera è l’indicazione per l’abbigliamento). E dopo cena, gli ospiti saranno invitati a danzare sulle note dagli anni ’50 a oggi con la Raoul Swing Orchestra.
Verranno anche sorteggiati i doni offerti dagli sponsor tecnici:  Arvedo Arvedi, Capri Watch, Casata Mergè, Grimaldi Lines, Ileana Della Corte, Alessandra Libonati, M. Cilento & F.llo, Nada for Nada, Paolo Bowinkel, Pensiero Verde, Riccio Caprese, Roberta Bacarelli, Scaturchio, Silk & Beyond, Tenuta Fontana, Tramontano.
In alto, foto di gruppo al San Carlo, durante la conferenza di presentazione del progetto
Per saperne di più
http://www.teatrosancarlo.it/it/spettacoli/il-gran-ballo-di-cenerentola.html