tornata al San Carlo Luisa Miller dopo dieci anni. L’opera di Verdi, che aveva debuttato all’ombra del Vesuvio nel 1849, è stata spesso inquadrata come creazione che separa gli “anni di galera” dalla stagione della maturit , in primis dalla trilogia popolare. Pochi hanno colto la straordinaria novit  di quest’opera, che denota una particolarissima capacit  di introspezione psicologica.
La prima è stata caratterizzata da aspre polemiche nei confronti del regista Andrea De Rosa, che ha voluto tentare la via – spesso fallace – della attualizzazione a tutti i costi, che generalmente genera mostri. Come in questo caso, appunto. Pistole, schiaffi, spintoni, calcinacci che cadono sono riferimenti a una Napoli o chiss  quale citt , popolata da brutti ceffi, violenti e un po’ guappi, che però non si comprende che cosa c’entrino con il dramma di Schiller e con il libretto di Cammarano.

Le scene sono tanto brutte ed essenziali, che una giustificazione nei tempi di vacche magre tutto sommato potrebbe avere una sua consistenza.

Meglio rifugiarsi nella musica, che è stata rispettata sia dall’orchestra diretta da Daniele Rustioni, sia dal coro guidato da Marco Faelli. Anche il cast vocale – è doveroso precisare che queste cronache si riferiscono all’ultima rappresentazione – è apparso all’altezza della situazione convincenti più di tutti Claudio Sgura (Miller), Luciano Ganci (Rodolfo), un tantino meno Martina Belli (Federica) e la Luisa di Olga Mykytenko, purtroppo assai debole nella tessitura alta. Interessante, il conte Walter di Istv n Kov cs.

IN PROGRAMMA L’ISOLA DISABITATA E LA FIRST LADY DELLE PERCUSSIONI

Gioved 14 maggio alle 20. 30 e in replica fino a mercoled 20 maggio al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, va in scena L’isola disabitata di Niccolò Jommelli su libretto di Pietro Metastasio. L’opera del compositore aversano, per la prima volta in cartellone al Lirico di Napoli, vedr  sul podio Rinaldo Alessandrini, direttore tra i più esperti in assoluto di questo genere di repertorio, mentre la regia è affidata a Mariano Bauduin. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Marianna Carbone mentre le luci sono firmate da Guido Levi.
Sabato 16 maggio ore 20.30 e domenica 17 alle ore 18 torna al San Carlo per il nuovo appuntamento della stagione sinfonica Evelyn Glennie, la “First lady delle percussioni”, che assieme all’Orchestra del Massimo napoletano sar  diretta dal russo Eduard Zilberkant in un programma di musiche contemporanee.

In foto, una scena di Luisa Miller