Un’opera di sicuro appeal come Turandot di Puccini non può non attirare un folto pubblico di appassionati e curiosi, che stavolta hanno potuto vedere delle belle scene di Nicola Rubertelli, i sontuosi costumi di Odette Nicoletti, sempre indovinati, e i giochi di luce di Giuseppe Perrella, che abilmente sottolineavano i momenti salienti della favola bella di Giuseppe Adami e Renato Simoni.
Dotte e gustose le note curate da Roberto De Simone per il libretto di sala; snella e arguta la regia, che sapientemente mette in rilievo l’elemento caricaturale, che trionfa nei tre ministri Ping, Pang e Pong, quasi a creare un contrappunto con la tragicit  della vicenda.
Giustamente entusiasti i responsabili del teatro, che hanno prontamente comunicato il dato rilevante di 1279 presenze per un totale di 95.750 euro di incasso, in una giornata di grande fermento per la citt , che ha ricevuto la visita del Santo Padre.Tutto bene, fin qui. Ora, però, veniamo alla musica, perch il Massimo napoletano sar  pure un’impresa culturale, ma è un luogo dove si va ad ascoltare buona musica, mettendo da parte il gossip e le chiacchiere sulla successione ai vertici del Teatro, che non interessano minimamente al cronista di cose musicali, se non per l’incidenza che certe scelte politiche possono avere per le sorti della fruizione della musica d’arte in questa martoriata citt .
Il direttore d’orchestra, lo slovacco Juraj Valčhua, è molto bravo nel repertorio sinfonico, ma nell’accompagnamento delle voci mostra di non essere altrettanto bravo, anzi. Sfortuna ha voluto che le voci di Jennifer Wilson (Turandot) e di Marcello Giordani (Calaf) non fossero cos imponenti da sfidare le sonorit  non sempre bilanciate dell’orchestra. La sfortuna ha voluto anche che l’acustica del teatro, dopo i lavori di restauro, è crollata miseramente; ma qui andiamo a inserirci in un campo minato. Sono scesi in campo i big, con versioni mutevoli nel tempo, in verit , ma non c’è bisogno di essere grandi musicisti per notare il peggioramento dell’acustica, prima davvero invidiabile.
Giordani ha addirittura ricevuto applausi a scena aperta, ma la sua aria del terzo atto è cos popolare, soprattutto negli ultimi tempi, che un applauso si poteva pure dedicare; all’aria, ovviamente e non al tenore. Non siamo tra quelli che credono che il pubblico napoletano sia incompetente, ma siamo tra quelli che ritengono che il pubblico sancarliano sia generoso e ospitale, anche troppo, come in questo caso. Veniamo alle eccellenze brava, perfettamente a suo agio Eleonora Buratto, nel ruolo di Liù, bravissimi i bambini del coro di voci bianche diretti da Stefania Rinaldi, Perfetto il coro che, da quando è seguito da Marco Faelli, sembra essere ritornato ai fasti dei tempi di Ciro Visco. Se si è disposti a non andare troppo per il sottile, vale la pena assistere a una delle prossime rappresentazioni la regia di De Simone è originale, Eleonora Buratto è splendida.

LE REPLICHE
gioved 26 marzo 2015 ore 18.00 (turno B)
venerd 27 marzo 2015 ore 19.00 (turno D)
sabato 28 marzo 2015 ore 20.30 (turno C)
domenica 29 marzo 2015 ore 17.00 (turno F)
marted 31 marzo 2015 ore 20.30 (fuori abbonamento)
mercoled 1 aprile 2015 ore 19.00 (fuori abbonamento)

per saperne di più
www.teatrosancarlo.it

Nella foto di Luciano Romano, una scena dello spettacolo