Teatro a San Domenico Maggiore per la terza edizione di “Classico Contemporaneo” con la direzione artistica di Gianmarco Cesario e Mirko Di Martino e l’organizzazione del Teatro dell’Osso in collaborazione con Aries Teatro ed Eventi. La rassegna, 13 spettacoli in 14 serate dal 17 al 30 agosto, rientra nella programmazione di Estate a Napoli voluta dal Comune gi  nel 1981, dopo il tragico terremoto dell’80, dalla Giunta Valenzi e la direzione artistica di Gianni Pinto per ricordare le migliaia di vittime e dare ai tanti napoletani, che non possono concedersi vacanze o solo pochi giorni in altre localit , piacevoli serate con spettacoli di fama internazionale. Napoli offre cultura a costo zero o con modici prezzi anche in agosto.
L’idea di far vivere “Classico Contemporaneo” nel Chiostro di San Domenico è di Nino Daniele, assessore alla cultura e turismo nella Giunta De Magistris. Il Chiostro e il Convento, in cui ha vissuto e insegnato San Tommaso D’Aquino sviluppando le sue teorie sul tomismo, sono simboli come tanti altri della cultura millenaria della Citt . Sede, dal 1515 al 1615, dell’Universit  istituita da Federico II, la prima al mondo pubblica e laica, definita “Studio di Napoli” in cui circa 5 mila studenti seguivano corsi di letteratura greca, filosofia, teologia, arte. La rassegna, ideata da Cesario e Di Martino tessuta con testi classici, commedia antica, musica, tradizione partenopea, elaborati con linguaggi moderni, allestimenti originali, giovani attori esordienti, noti interpreti, necessita vivere su palcoscenici non convenzionali.
Il Chiostro è luogo magico per il teatro, somma di tutte le arti ideate dal pensiero filosofico. Situato su Spaccanapoli, antico decumano, lungo segmento da Sant’Elmo al Castel Capuano, percorso a piedi da Andy Warhol per raccogliere sotto le scarpe nuove suoni, voci di Virgilio, Pitagora, Boccaccio, Giotto, Caravaggio, Leopardi, Goethe, Donizetti, Fuga, Paisiello, Cimarosa, ricco di piazze storiche, chiese con tombe di regnanti e illustri uomini e donne, opere di noti artisti, antichi palazzi sedi di ambasciate o in cui hanno vissuto Vico, il principe Sansevero, Croce.
«Siamo appena approdati alla met  della nostra programmazione- commenta Cesario- e la soddisfazione più grande, per noi, è sicuramente quella di riuscire a catalizzare e fidelizzare un pubblico che non desidera altro che assistere a del teatro, a prescindere dalla presenza di nomi che, a detta di molti operatori, dovrebbero essere di richiamo per la loro partecipazione a programmi televisivi, o ancora peggio, per la facile comicit  filo cabarettistica. A Classico Contemporaneo vengono famiglie, giovani, meno giovani, turisti, napoletani in vacanza nella loro stesa citt , che per poco più di un’ora hanno la possibilit  di conoscere i nuovi linguaggi teatrali ritrovando i grandi autori classici, di tutti i tempi. La nostra scelta, premiata costantemente dal pubblico, poteva sembrare ardita, invece, anche grazie alla fiducia accordataci dall’assessore Nino Daniele e dal suo staff, si rivela non solo vincente, ma anche stimolante, ci auguriamo, per le programmazioni di teatri e rassegne invernali».
Di Martino conferma, in sintesi, le soddisfacenti affermazioni di Gianmarco. Nelle prime sei serate l’affluenza media è stata di circa 200 spettatori tra cui ideatori di eventi, attori, musicisti, studiosi. Numero considerevole se si tiene conto delle Olimpiadi in tv con in finale atleti italiani e la prima partita di calcio del Napoli. Angela Pagano, in prima fila, per applaudire Patrizia Spinosi, eccellente interprete, in “Lei, Kurt Weill la donna nelle musiche di Weill”. Musicista tedesco, esule in America, per fuggire al nazismo, autore di testi di chiaro impegno politico, di colonne sonore, delle musiche de “L’opera da tre soldi” di Brecht.
Spinosi, accompagnata da musicisti con fisarmonica e chitarra, ha cantato e recitato con toni raffinati seducenti come le donne weilliane e quella ironia beffarda pigra di Ettore Petrolini. Il sipario della rassegna si alza per riflettere sulla cultura napoletana portando in scena brani tratti da “Lo Cunto de li Cunti overo lo trattenemiento de peccerille” ovvero il Pentamerone di G.B. Basile, nato a Giugliano(Na), edito nel 1634.
Personaggio principale è Zoza(Lucrezia) principessa triste che fa raccontare a 10 vecchie 5 fiabe al giorno per 10 giorni. Novelle in lingua napoletana sullo stile dei canovacci degli attori che nel Medioevo facevano spettacolo presso le Corti, nei cortili o slarghi dei palazzi nobiliari, nelle piazze. Le 50 favole di Basile, marinaio soldato poeta governatore di citt  per conto di nobili napoletani membro della Accademia degli Oziosi con sede presso proprio nel Convento di San Domenico, sono le prime opere teatrali raccolte in un libro. Hanno ispirato poeti, registi, scrittori di favole e di romanzi internazionali. “La gatta Cenerentola”, la più nota ha ispirato anche Roberto De Simone. Niko Mucci, regista attore autore di alcune canzoni con sue musiche, ha cantato suonando la chitarra insieme a Gianluca Cangiano, Mario Autore, Federica Pirone, Francesca Niespolo, Marcella Vitiello, Fortuna Liguori, Carmela Ricci, che si sono alternati nel recitare alcune favole da professionisti. Spettacolo, pregevole per le sue elevate valenze artistiche, calibrato minuziosamente in ogni sua parte, canto recitazione gestualit  tempi di esecuzione.
Merita di essere replicato. “L’Orso” e “Una domanda di matrimonio”, due “scherzi” tratti da “Atti unici” di Cechov, regia di Gigi Savoia, hanno messo in evidenzia con sottile esilarante ironia la fragilit  emotiva della donna, la sua sfrenata voglia di essere sposa per non essere classificata “zitella sgorbio sgonnellata scarafone”, la sua disponibilit  ad accettare violenze dal suo maschio rozzo e volgare. Bravi Loretta Palo, Maria Rosaria De Liguori, Rosario Giglio, Marcello Raimondi. Pubblico in cerchio, azione scenica al centro, beve tè, ascolta poesie, dialoghi di Shakespeare mentre Viviana Ulisse suona il violino. Regia di Fabio Pisano.
“Il Distratto”, liberamente ispirato a “Aspettando Godot” di Beckett, regia Antonio Grimaldi, è catapultato nella realt  dei nostri tempi, colorata sfavillante illusoria. “La Lisistrata” di Aristofane diventa nella regia di Antonio Gargiulo una giovane donna che incita le altre ad astenersi di fare sesso per indurre gli uomini a non seguire gli ideali bellici dell’Isis. Un’opera è ritenuta classica quando è attuale anche dopo secoli. Un tema drammatico viene reinventato in forma divertente con danze, battute delicatamente piccanti, trovate comiche geniali ed esilaranti. Anche questo è un modo per far cultura, parlare di Pace e Fratellanza.
Nei prossimi giorni, fino al 30 agosto, in scena “Le voci di … Eduardo” regia di Salvatore Mincione Guarino; “Semenzella”, ispirato ad Euripide, regia di Sandro Dionisio, un testo per voce e coro, con Tina e Carmen Femiano, Francesca Fedeli, Monica Cipriano, interpreti di donne di Terzigno(Na) che nel 2010 si ribellano alla realizzazione di una seconda cava; di Plauto i “Menecmi” in chiave moderna con canzoni di Fabio Pisano e regia di Enzo Varone;”L’armonia ritrovata” concerto, orchestrazioni di Roberto De Simone, con Raffaello Converso, voce chitarre mandolino mandola, Franco Ponzo chitarra, Enzo Grimaldi fisarmonica; “Time machine Shakespeare”, spettacolo itinerante, ispirato ai personaggi del drammaturgo inglese regia di Mirko Di Martino; “Jonoj” da “Le sedie” di Ionesco con Ivan Improta e Adelaide Oliano adattamento e regia di Victoria DeCampora, Roberto Ingenito, Oliano. La rassegna al Chiostro conferma, anche quest’anno, l’impegno culturale di Cesario e De Martino, la loro attenta selezione delle compagnie teatrali che propongono celebri autori classici in spettacoli immersi in realt  contemporanee che oltre a far conoscere il teatro della cultura europea, spingono a meditare divertendo con la fantasiosa vivacit  delle regie, la bravura dei giovani attori, cantanti, musicisti. In ogni spettacolo emerge diligente scrittura scenica e originalit .

Orario spettacoli 21,30. Biglietto intero 12 euro, ridotto 10. Info e prenotazioni 329.1850120, press 380.4932026; ingresso in vicolo S. Domenico Maggiore n.18

Per saperne di più
info@classico-contemporaneo.it
www.classico-contemporaneo.it

Nelle foto, In alto, una scena di "Una domanda di matrimonio". In basso, da sinistra, "Lisitrata", Patrizia Spinosi sul palco con "Lei, Kurt Weill…" e un momento della serta dedicata a Basile