San Domenico Maggiore/L’immaginario italiano, una mostra che racconta la storia dell’Istituto Luce e della nazione

0
83

Luce. L’immaginario italiano arriva a Napoli, la grande mostra è ospitata al Convento di San Domenico Maggiore dal 9 novembre 2017 all’11 marzo 2018. Dopo il successo di pubblico e media a Roma, Buenos Aires, Mantova, Catania e Matera.
L’esposizione racconta la storia dell’Istituto Luce dalla fondazione nel 1924 a oggi: una delle più grandi imprese culturali del Paese, un luogo di elezione della sua conoscenza storica, e il deposito materiale di memorie, segreti, sogni dell’Italia nel XX secolo e oltre.
Un’interessante sezione finale è dedicata a Napoli con una videoinstallazione formata da tre schermi: dove sono esposte foto e immagini d’archivio dagli anni ‘20 fino ai tempi nostri, che raccontano l’evoluzione della città dal punto di vista sociale, ma anche storico e artistico.
Ideata e realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, promossa dall’assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli è curata da Gabriele D’Autilia (curatore scientifico e testi) e da Roland Sejko (curatore artistico e regia video). L’organizzazione generale è di Cor (Creare Organizzare Realizzare).
Autoritratto della nazione, costruita come un flusso continuo di immagini. Il percorso parte dal concetto e dalla forma di strip: grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce.
Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’archivio si soffermano su dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze.
L’itinerario è legato da parole chiave:  si parte dagli anni ’20  con città/campagna e si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese) modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione e altre.
E poi c’è l’istituto Luce a Napoli. Si comincia con  un’immagine di circa sette metri, piazza del Plebiscito, con una folla sterminata è riunita in occasione della nascita del principe; militari e cittadini sono accorsi per il lieto evento (foto). Siamo nel 1937. A seguire una videoinstallazione dove sono esposte foto e immagini d’archivio, che raccontano – dagli anni ‘20 fino ad oggi – l’evoluzione della città dal punto di vista sociale, ma anche storico e artistico. Nelle tante immagini una piazza del Plebiscito ancora gremita, che saluta l’arrivo di Mussolini per l’anniversario della storica adunata delle Camicie Nere.
E ancora, le incredibili immagini del viaggio di Hitler a Napoli nel 1938, invitato da Mussolini a percorrere le  città d’arte più rappresentative del bel paese a suggellare l’eterna amicizia tra le due nazioni. Una grande parata navale nelle acque del Golfo mostrerà al Führer la preparazione militare dell’alleata. Segue la  Liberazione americana che filma il popolo in fila, anche per ricevere l’acqua. Volti di riscatto e povertà di un’Italia in bianco e nero. Lontana e vicinissima.
Da segnalare l’imponente video dedicato ad Antonio de Curtis, un mito sintetizzato in 10 minuti tra immagini dal set, manifestazioni pubbliche, momenti intimi e del Totò attore che cammina per la strada, immerso tra i suoi napoletani oppure in totale solitudine.

Convento di San Domenico Maggiore – Vico San Domenico Maggiore 18 – Napoli
La mostra è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, ingresso libero