Nativit  è il tema delle iniziative “Natale a Napoli 2015”. Tra i tanti eventi in citt  fortemente simbolico è
“L’Altro Ottocento”, mostra di dipinti della collezione d’arte della citt  metropolitana nel Convento di San Domenico Maggiore, fruibile fino al prossimo 28 febbraio.
La Pittura è l’arte del Libero Pensiero, della Fantasia, della Creativit , omaggio alla Bellezza della Natura, simbolo di Libert  e Democrazia. L’uomo delle caverne, attratto dai tanti colori della Natura, si cimenta alla elaborazione di pigmenti colorati per disegnare e dipingere. Non è più l’uomo primitivo ma è colui che immagina sogna e crea dipingendo.
Altro significato che emerge è la volont  della Giunta De Magistris di mettere in mostra i Tesori della Citt  tirando fuori dai depositi e dalle pareti degli uffici dipinti di artisti partenopei e meridionali operanti a Napoli tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, periodo più buio di una citt  capitale, oltraggiata offesa deturpata derubata umiliata dai Savoia, per tanti secoli culla d’arte meta del Gran Tour di artisti scrittori filosofi giornalisti che l’hanno ritenuta più ricca di cultura musicale teatrale di Parigi Londra Vienna.
La pittura è l’ultima operazione che viene eseguita in una casa prima di essere ritenuta vivibile e ospitale.

Napoli anche con questa mostra si apre al turismo nazionale e internazionale.
Ed ecco lunghe file ai Musei, alberghi ristoranti pizzerie bar negozi pieni. Zubin Mehta, direttore d’orchestra di fama mondiale, ebbe a dire in conferenza al San Carlo alla presentazione della Carmen, «Ho passeggiato con mia moglie in via Toledo e mi è sembrato di camminare nella mia India per l’enorme presenza di napoletani, italiani, stranieri, mancavano solo gli elefanti ».
Artisti presenti in mostra Francesco Sagliano, Rubens Santoro, Francesco Saverio Altamura, Vincenzo Migliaro, Enrico Salfi, Attilio Pagliara, Alceste Campriani, Giuseppe De Sanctis, Giuseppe Cosenza, Giuseppe De Nigris, Luigi Nicoli, Gennaro Abbagnara, Giovanni Della Rocca, Giovanni Ponticelli, Luigi Stabile, Antonio Corrado e molti altri. E’ l’occasione per conoscere un panorama di sessanta nuovi pittori, attivi dall’Unit  d’Italia alla prima decade del nuovo secolo, poco noti al pubblico. Dipinti pregevoli che parlano di ambienti familiari, di paesaggi, della moda, delle arti e dei mestieri di un periodo storico di fermenti culturali nel teatro, musica, letteratura, giornalismo, editoria. Per spiegare la vivace creativit  culturale in Napoli va citato Marinetti, amico della Serao, Scarfoglio, D’Annunzio, che inebriato dell’estrosit  partenopea presenta il suo primo Manifesto Futurista prima a Napoli e dopo mesi a Parigi.
Napoli, citt  d’avanguardia anche nel pensiero e nella cultura popolare che applaude la Carmen di Bizet nel 1879 al Teatro Bellini tanto da essere tradotta in italiano dall’impresario Camille du Locle dopo essere stata fischiata a Parigi nel 1875 e poi a Vienna per non aver condiviso l’immoralit  della bella di Siviglia e l’idea che una donna possa vivere passioni, amori, sensualit , fantasie erotiche anche per un altro uomo. La bellezza della donna, la voglia di mostrare il suo corpo, la sensualit  che traspare nello sguardo è nelle pitture in mostra come viene letta in poesia, cantata nelle melodie, nella moda ideata da sarti di via Chiaja per nobili donne, nelle lavandaie di Antignano, negli spettacoli del noto Teatro Salone Margherita.

Fino al 28 febbraio tutti giorni Lun/dom dalle 10 alle 19 (La biglietteria chiude un’ora prima) con ingresso a euro 7
Infoline 081.0334924 Il catalogo sar  presentato a gennaio.

Nelle foto, in alto, "Una pompeiana" di Gustavo Maurinelli; in basso, da sinistra, "Camiola Tunisia ricusa lo sposo" di Luigi Stabile, "Salvator Rosa parla di aneddoti" di Biagio Molinaro, "Primavera" di Francesco Altamura