Oltre 25.000.000 di devoti nel mondo e un rapporto con Napoli e con i partenopei che va oltre la sfera ecclesiastica, più forte di quello tra una citt  e il suo patrono, ma un vero e proprio rapporto carnale, queso è San Gennaro. Ed è in onore del suo Santo patrono che Napoli sar  protagonista di una delle mostre più grandi e importanti del mondo presentata mercoled 9 febbraio a Roma, al Palazzo Giustininano, la Mostra del Tesoro di San Gennaro si terr  dall’8 aprile al 12 giugno in sette differenti strutture museali nel centro storico della citt , dove verranno esposte al pubblico per la prima volta nella storia le opere più prestigiose del leggendario Tesoro di San Gennaro.

Ma l’esposizione che si pone come vera e propria occasione di rilancio di Napoli dopo il “disastro immondizia”, non è l’unico evento che il Museo del Tesoro di San Gennaro ha in programma. Infatti il Museo dall’8 marzo ospita “ContAminArte/Le Parenti di San Gennaro”, una mostra fotografica di Francesco Padovani, parte di un percorso che, scandito dalle videoproiezioni curate da Nicola Landi, sviluppa un viaggio reale e onirico tra teatro, musica e canto. Format nato da un’idea di Rosi Padovani, che si propone di portare fuori dagli schemi classici differenti discipline artistiche, facendo convivere e mescolando fotografia, teatro, musica, danza, videoproiezioni, in luoghi canonici come musei, teatri, gallerie d’arte, foyer o inusuali come siti storici, chiese o borghi “Mira a invadere lo spazio in cui viene presentato, contaminandolo, lasciando pieno sfogo alla libert  d’espressione” (Rosi Padovani).

Protagoniste della mostra sono, dunque, “Le Parenti di San Gennaro”, donne che si proclamano discendenti di Eusebia, che raccolse il sangue del martire in ampolle quando fu decapitato nella Solfatara di Pozzuoli. Il loro compito, ancora oggi, è quello di invocare il miracolo dello scioglimento del sangue, che avviene tre volte l’anno, con antiche litanie imploranti e propiziatorie. Francesco Padovani nelle sue fotografie, in mostra al Museo del Tesoro fino al 30 marzo, le immagina coperte di veli, ricche di mistero, depositarie di segreti centenari.
Bocche aperte, mani protese o giunte in preghiera, attraverso il velo le immagini trasudano vera e propria energia lasciando intravedere espressioni, stati d’animo e forza.
La mostra, organizzata con la collaborazione della galleria Changing Role Move Over Gallery, si è inaugurata con un evento realizzato attraverso un percorso curato da ContAminArte che, partendo dalle sale del Museo, è proseguito nella Sacrestia (immaginaria linea di frontiera tra un prima e un dopo, dove ci si ritrova in una Napoli priva di gravit  in cui l’immondizia galleggia in cielo oscurando il cielo ed il sole della citt ) con “Fuori Servizio”, un testo di grande attualit  scritto da Manlio Santarelli. Il viaggio è continuato salendo fino all’appartamento che fu del Dominichino quando affrescò la Cappella.
Qui gli attori hanno dato vita a “Il mio cuore nelle tue mani”, testo originale di Mario Santanelli che mette in scena lo sfogo sincero di due madri devote al Patrono di Napoli. La regia è di Roberto Azzurro e i protagonisti della performance Federica Aiello, Giancarlo Cosentino, Gea Martire, Anna Moriello, Antonino Agerola e Marco Sgamato; le musiche dal vivo di Paolo Coletta, eseguite da Carmine Marigliano (flauto traverso) con la voce di Carmine De Domenico; ospite d’eccezione per un intervento con il sax James Senese.

In foto in alto, Francesco Padovani. In basso, tre scatti in mostra

I sette siti Museali che esporranno il tesoro di San Gennaro

Museo del Tesoro di San Gennaro le dieci meraviglie più il busto del 1350, regalo di Carlo d’Angiò e il reliquiario del sangue del 1350;

Real Cappella di San Gennaro il paliotto d’argento opera dell’argenteria Vinaccia;

Duomo di Napoli i sette antichi busti dei Santi Compatroni che facevano parte del “Tesoro Vecchio” e rester  aperta dopo oltre 100 anni la porta antica della cattedrale;

Pio Monte della Misericordia piviali di San Gennaro, i paramenti sacri e i sette messali d’argento;

Complesso dei Girolamini il busto, i paramenti e il parato d’altare tutto d’argento insieme ai sette manichini vestiti con le divise originali delle guardie borboniche che uscivano nella processione di maggio dei Girolamini;

Museo Diocesiano 14 busti d’argento dei Santi Compatroni e i due Splendori riprodurranno la processione di maggio;

Archivio storico del Banco di Napoli saranno mostrati i più importanti documenti che testimoniano i pagamenti agli artisti dei capolavori commissionati;

Museo diocesano verr  ricostruita la processione con l’esposizione dei 54 busti d’argento e degli splendori in argento (candelabri in argento dell’altezza di 2.50 mt).