Quindici anni di lavori e un progetto che parte da lontano. Dal 1996, quando alla direzione del conservatorio c’era il maestro Roberto De Simone. Cos si presenta agli occhi del pubblico “Dal segno al suono, il conservatorio di musica di san Pietro a Majella” a cura di Gemma Cautela, Luigi Sisto e Lorella Starita, edizioni Artem, presentato oggi nella sala Scarlatti dell’ex convento dei Celestini.
Opera di catalogazione del patrimonio storico artistico del scuola musicale partenopea la sua importanza viene sottolineata dal presidente del conservatorio, Pasquale Del Vecchio, che ne ribadisce la centralit  e il valore, mettendo in evidenza come l’opera si ponga a custodia dell’intero patrimonio del conservatorio e di ciò che è andato perduto nel tempo. Costituendo, negli anni a venire, un punto di riferimento essenziale per la conoscenza del patrimonio storico-artistico, la cui conservazione e divulgazione nel tempo era fino a oggi affidata al catalogo redatto a cura di Ettore Santagata nel 1930.
Una necessit  che era stata affrontata gi  dal maestro De Simone, soddisfatto del risultato di questi anni di continui e minuziosi lavori, sfociati nella realizzazione di un’opera che sta a sottolineare la particolare identit  della tradizione musicale partenopea. De Simone ha anche affrontato il tema del degrado o quantomeno dell’attuale incuria cui è lasciata la biblioteca. Uno stato che lo stesso maestro aveva provveduto a suo tempo a superare, attraverso plurime richieste di interventi al ministero dei beni culturali, ma nuovamente ripresentatosi, per i continui tagli alla cultura attuati dal Governo centrale.
Presente alla conferenza stampa anche il sindaco Luigi De Magistris, che, impressionato e emozionato dal patrimonio del conservatorio, ha ribadito la necessit  della riscoperta dei tesori e delle eccellenze della citt , di cui il conservatorio è un fulgido esempio, e della loro conservazione, anche al di fuori del contesto istituzionale, affinch sia preservata la straordinaria memoria e la bellezza di cui il territorio è testimone. Dello stesso avviso, l’assessore alla cultura Antonella Di Nocera che ha sottolineato lo sforzo della giunta comunale in questa direzione, ringraziando tutti coloro che “con amore e con impegno hanno contribuito alla realizzazione del volume”” e auspicandosi, per il futuro, una cooperazione tra San Pietro a Majella, il Comune e i cittadini, perch l’esperienza della cultura possa insediarsi anche tra i bambini.
A dir poco accorato l’intervento del professore Nicola Spinosa, gi  soprintendente al polo museale di Napoli, particolarmente irritato dalla terminologie utilizzate dall’assessore alla cultura e dal sindaco, nella definizione di quello che lui considera”patrimonio comune, identit  di una citt  intera”e che, per questo, deve essere preservato, utilizzato e non sfruttato solamente a fini promozionali e turistici, ma di crescita civile attraverso una salvaguardia attiva.
Sono intervenuti all’incontro, l’attuale direttore, Patrizio Marrone e Dino Falconio, figlio del precedente direttore del Conservatorio Antonio, scomparso nel dicembre scorso, cui è dedicato il libro. Il soprano Maria Grazia Schiavo si è esibita in due arie di Giovan Battista Pergolesi, accompagnata al pianoforte da Livio De Luca.In foto, la copertina del catalogo (particolare)