Una riflessione sul tema del sacro. La mostra-evento dell’artista bolognese Matteo Magnante. Fino al 7 ottobre al Complesso monumentale di San Severo al Pendino (via Duomo 286, Napoli). L’exhibition, dal titolo “Forme prime del limite”, apre uno spazio sul sacro per raccontarne l’origine, sottolineare la necessità di un tempo sacro, il tempo dedicato a interrogarci su chi siamo, sull’assenza di linee precise di confine in una società sempre più liquida, aperta.
Nell’ambito dell’evento tre incontri su arte, religione, filosofia, letteratura con esperti e studiosi per capire cos’è sacro oggi e quali sono le forme e i limiti di ciò che è sacro nelle diverse culture e religioni, da quella cristiana a quella islamica. L’incontro inaugurale sulla sacralità del pensiero si è tenuto nei giorni scorsi. La rassegna entra nel vivo con il secondo e penultimo dei tre appuntamenti, un dialogo sulla sacralità della parola.
Per la prima volta a Napoli, lo scrittore e critico letterario Andrea Caterini, autore del saggio “La preghiera della letteratura” (Fazi editore), dialoga con Fabrizio Coscia riprendendo alcuni degli interrogativi di Magnante sul sacro, sui limiti e sul significato delle parole. La sua opera, premiata di recente in Irpinia, nella sezione saggistica del “Premio Prata – La cultura nella Basilica”, non è critica letteraria ma libro di pensiero, lo stesso che guida lo psichiatra e artista Magnante nelle sue opere ispirate, da oltre un decennio, al tema dell’inconoscibile e del sacro e realizzate a Napoli con sette grandi installazioni site specific: una porta lignea, due altari, due pozzi sacri e due trittici. «Ho pensato questa installazione un anno fa, commenta l’artista. Ho scelto questa chiesa perché oltre a essere molto bella ha uno spazio pulito, adatto a ospitare un’installazione sul tema del sacrificio, rito e spazio sacro».
Le opere comprendono quadri, sculture, elementi materici che si intersecano con le ampie superfici monocrome bianche o nere. Ai materiali poveri, arrugginiti, sono accostate sottili lamine auree che alludono agli ori di civiltà antiche e alle lamine orfiche.
«Forme prime del limite – spiega l’artista – è un’installazione sulle strutture arcaiche che caratterizzavano i riti sacrificali e sul concetto di limite che individua e demarca lo spazio sacro che di solito ha a che fare con un’epifania, una rivelazione, l’incontro con il numinoso, l’alterità». Una commistione tra arte, letteratura e sacralità si rivela anche nelle citazioni, incise a sbalzo, sulle lamine auree che riportano versi dell'”Oresteia” di Eschilo riguardanti il sacrificio di Ifigenia, dell'”Agamennone” e altri frammenti nel marmo.
Caterini scandisce il suo discorso a partire da alcune parole chiave della cristianità (bene, santità, misericordia, sacrificio, sacro, pace, analizzate attraverso la lettura e l’analisi di diversi scrittori tra cui Virgilio, Dostoevskij, Cechov) e sulla necessità di un loro ripensamento in un momento storico in cui nessuno è immune dalla vacuità. «Mentre studiavo – racconta – mi interrogavo sul significato della parola misericordia, ovvero accogliere le miserie degli altri come se fossero le nostre, e pensavo che quello di cui avevano bisogno la letteratura e la preghiera era di rinominare le parole per la seconda volta. La letteratura, dice, è uno strumento privilegiato di conoscenza, l’unico che abbiamo per avvicinarci alla verità per cui dobbiamo concentrarci sulle parole che pronunciamo». L’evento, curato da Brunella Bianchi e Chiara Tortorelli, rientra nel programma “Estate a Napoli 2016”.

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Matteo Michele Magnante ha esposto in diverse gallerie italiane e in sedi internazionali. Svolge ricerche sull’uso di materiali poveri e le loro trasformazioni, sul rapporto tra immagine, mito e storia. Negli ultimi anni ha privilegiato eventi site specific sul tema del sacro con interventi multimediali, installazioni, sculture, video, musica contemporanea. L’artista sta già pensando alla prossima opera da realizzare in occasione dell’anno della cultura (2019) a Matera, sua città natale.
Andrea Caterini, classe 1981, è scrittore e critico letterario. Tra le sue pubblicazioni i romanzi “La guardia” (Italic Pequod, 2010) e “Giordano” (Fazi, 2014, premio Volponi nel 2015) nonché i libri saggistici “Il principe è morto cantando” (2011), “Patna” e “Letture dalla nave del dubbio” (2013). Ha curato opere di autori italiani come Enzo Siciliano e Franco Cordelli.

Chiesa di San Severo al Pendino
via Duomo, 286 – Napoli
Orari mostra dal lunedì al sabato ore 9-19
Ingresso libero

In foto, le opere di Magnate e i libri di Caterini durante l’incontro a San Severo al Pendino