Era il 7 febbraio 1968 quando la Comunit  di Sant’Egidio iniziava il cammino della solidariet  e del dialogo ascoltando la voce dei deboli, degli indifesi e degli esclusi. Una missione morale e religiosa che i membri, i collaboratori e i sostenitori di questa associazione pubblica e laica perseguono per restituire dignit  alle vittime dell’indifferenza e dell’emarginazione sociale.

Dalla sua fondazione sono appena trascorsi quarantatre anni, che hanno lasciato il segno nel vasto campo della promozione umana con politiche di intervento a livello internazionale e iniziative ecumeniche a sostegno dei popoli che, nelle diverse aree geografiche del mondo, sono oppressi da regimi liberticidi.

La tradizione vuole che i compleanni si festeggino. E cos il gruppo di Roma ha commemorato l’anniversario con la celebrazione che si è svolta nella Basilica di S. Paolo fuori le mura. Il testimone, poi, è passato agli amici di Napoli.

Questa grande famiglia si è data appuntamento marted 22 febbraio, nella Cattedrale, per partecipare alla liturgia presieduta dall’arcivescovo Crescenzio Sepe. “Ho avuto occasione di verificare come la Comunit  di Sant’Egidio- ha ricordato il cardinale nell’omelia- incarni il Vangelo di Cristo nelle carceri, nei quartieri poveri e svantaggiati, tra i minori in difficolt , i senza fissa dimora, i disabili, i rom, gli immigrati”. Gli interventi non sono progettati a tavolino, ma sono dettati dagli incontri che quotidianamente si fanno per le strade della citt , dal centro storico alla periferia. “C’è una grossa attenzione rivolta agli anziani- spiega Antonio Mattone, responsabile della comunicazione- che sono in costante aumento, mentre diminuiscono le risorse e l’interesse verso questi soggetti deboli. Credo che in futuro potremmo trovarci di fronte a una vera e propria emergenza”.

A tutt’oggi la Comunit  segue, nelle case o in istituto, circa settecento persone. L’esperienza di Sant’Egidio dimostra che gli anziani non sono solo un problema, ma possono diventare una risorsa, nella consapevolezza che, come dice il fondatore, Andrea Riccardi, “nessuno è cos debole o povero da non poter fare qualcosa per un altro che è più debole di lui”. Con questo spirito, chi è avanti negli anni aiuta i coetanei meno fortunati negli istituti, gli amici africani, prepara la cena per i senza fissa dimora.

Continua incessantemente il primo impegno della Comunit  di Sant’Egidio l’opera capillare di educazione e di insegnamento nelle Scuole popolari presenti nei quartieri a rischio rione Traiano, Poggioreale, Scampia, Ponticelli, rione Sanit , S. Giovanni a Teduccio. “E’ importante che i bambini crescano con dei valori sani, perch essi saranno gli adulti del domani”.

Nelle foto, alcuni momenti della manifestazione