Le disavventure di Santagata. Bentornato poliziotto” (edizioni Kairs, pp.137, euro 14) è la strenna natalizia che Luciano Scateni, giornalista e scrittore, ha confezionato per i fan dello 007 napoletano che non ha nulla da inviare a Maigret, a Poirot, a Pepe Carvalho e al nostrano Moltalbano. Confidando esclusivamente nel suo istinto e nel suo fiuto da segugio, Nin svolge le sue funzioni “in un territorio ad alto tasso di criminalit , qual è Montecalvario, nei Quartieri Spagnoli”, senza esitare a contravvenire al protocollo in nome di una giusta causa. Sordo ai rimbrotti dei superiori, il commissario non si ferma alla risoluzione di un caso, ma si spinge oltre. Cerca di capire le motivazioni profonde di un omicidio, quale punta di un iceberg che sottende uno sfacelo di disfunzioni. Una tessuto sociale malato offre fertile terreno alla criminalit  organizzata, sempre pronta ad arruolare giovani difficili, senza concrete opportunit  di lavoro e di riscatto sociale, nelle maglie del malaffare.Dalla penna e dalla fantasia di Scateni nasce un Robin Hood metropolitano che, nella narrazione delle sue rocambolesche avventure, innova dall’interno le categorie del genere. Scampato miracolosamente alla morte, il commissario “per caso”, che voleva diventare giornalista o architetto, nel secondo episodio della saga è in trasferta alle Bermuda per sciogliere una misteriosa strage familiare. Reduce da un poco edificante flop, se ne torna a Napoli alle prese con traffico di droga tra camorra e mafia cinese. Tombeur de femmes dal cuore buono, non si lascia sfuggire l’occasione di un’ennesima conquista che va ad affollare un gi  ricco carnet. Non c’è pace per il superdetective, che in versione globtrotter fa tappa a Zagabria per indagare su un sospetto traffico di armi.Ne parliamo con l’autore.

Come è nata l’idea di questo commissario galantuomo, amato anche dai criminali incalliti che quotidianamente cerca di contrastare per le strade di Napoli?
“Nin Santagata nasce un attimo dopo aver riletto con emozione i primi articoli del libro più bello e importante che sia stato scritto in Italia dopo la Divina Commedia. I padri della nostra patria, all’indomani della devastazione causata dalla seconda guerra mondiale, hanno firmato la Costituzione Italiana, il documento che se fosse compiutamente applicato farebbe dell’Italia il Paese più ricco di grandi valori sociali e di giustizia giusta per tutti. Il primo articolo e gli altri immediatamente successivi affermano che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e che è compito dello Stato garantire a tutti questo diritto. I fatti li contraddicono e il mio personaggio ne ha dolente consapevolezza. Dice poi la Costituzione che tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione. Anche questo dettato non trova piena applicazione. Cercavo un protagonista che pur impegnato in un ruolo di protagonista della repressione del crimine, agisse con strategie e comportamenti in sintonia con questi principi costituzionali. E’ nato cos Nin Santagata, miglior commissario di polizia di Napoli. Nin è un poliziotto sui generis. Intollerante degli eccessi di burocrazia interna al Corpo e del rigido principio della repressione senza se o ma, prova a capire cosa c’è dietro la devianza dei giovani che vivono in contesti sociali degradati, dove non esistono alternative all’arruolamento negli eserciti di clan malavitosi. Santagata, istintivamente e per scelta, è schierato dalla parte delle componenti fragili del territorio in cui opera. Con il popolo dei Quartieri Spagnoli cerca un rapporto di reciproca comprensione, sebbene, di fronte alla violenza e all’illegalit  del "sistema" camorristico è inflessibile. Un numero uno”.
Anche la convalescenza e le agognate vacanze non lo tengono lontano dalla lotta alla criminalit  organizzata?
“Sotto questo profilo Nin ha un destino assimilabile a quello mitico di James Bond. Quando ritiene a ragione di aver meritato il giusto riposo, magari con una delle donne che subiscono il suo fascino istintivo, squilla il cellulare e gli piomba sulle spalle un nuovo incarico. Perfino in fase di recupero dopo aver subto un intervento salvavita cede alla richiesta di un amico inglese e vola a dieci ore di distanza da Napoli per affrontare una strage dai risvolti misteriosi avvenuta alle Bermuda”.
Santagata non esita a venire a patto con la camorra, pur di ripulire il quartiere di Montecalvario dallo strozzinaggio, dai traffici illeciti in nome di una rinascita economica, sociale e culturale attesa sin dal dopoguerra la legalit  si ripristina anche strizzando l’occhio alla malavita?
“Santagata non è Machiavelli, ma ne imita la filosofia del fine che giustifica i mezzi. Per progettare una rivoluzione non cruenta di un territorio impossibile, quali sono i Quartieri, usa l’unica merce di scambio possibile e ci un accordo per ottenere lo spazio temporale necessario a rifondare il tessuto sociale e produttivo dell’area di sua competenza. I risultati gli danno ragione fino al punto che i clan della zona finiscono per spostare altrove il loro raggio di azione criminale. Nella trattativa chi trae vantaggi è la gente del quartiere e non i clan.”
Santagata colleziona amori grazie al suo fascino irresistibile, riuscir , impegni di lavoro permettendo, a stabilire una relazione stabile?
“Per chi ha imparato a conoscere il "Nin Santagata di “Commissario per caso", primo volume per questo insolito personaggio, sa che pur non avendo corteggiato mai una donna le sue relazioni, spesso esplosive, sono a termine, chiuse nel tempo dell’intensit  emotiva, dell’erotismo senza limiti e dell’assoluto rispetto dell’indipendenza reciproca. Il commissario full time non ha tempo e vocazione per relazioni permanenti. Le sue compagne di un giorno o di un anno lo sanno e non ne fanno un problema”.
In quali prossime disavventure sar  impegnato il commissario-sociologo?
“Per il prossimo capitolo della saga santagatiana è previsto che il commissario concentri il suo lavoro investigativo e quello parallelo di sociologo della citt  in una serie di casi avvolti nel mistero più fitto, altre volte dentro il ripetersi di violenze urbane. Il suo anticonformismo continuer  a creargli grattacapi con i vertici del polizia, che però non arriver  mai all’estremo dell’espulsione, nella consapevolezza di trovarsi in casa un super investigatore”.

In foto, Luciano Scateni e la copertina del libro