Tre punte dello stesso diamante che brilla di luce propria e riflessa. Napoli ospita tre eventi di importanza internazionale, confermando il suo ruolo di capitale dell’arte e proponendo un interessante dialogo tra l’antico e il moderno, tra il passato e il contemporaneo.

Il museo archeologico nazionale, dal 16 ottobre 2008 al 30 marzo 2009, mette in mostra grandi sculture con "Ercolano tre secoli di scoperte"; il museo nazionale di Capodimonte, dal 18 ottobre 2008 all’11 gennaio 2009, ospita l’opera di Louise Bourgeois; e infine il Madre (Museo d’Arte Contemporanea di Donna Regina), dal 22 ottobre 2008 al 19 gennaio 2009, apre le porte alla mostra Travelling 70-76 di Robert Rauschenberg.

Oltre centocinquanta opere scultoree di Ercolano esposte testimoniano tre secoli di scavi testimonianza della vita e della societ  romana, con tanta abbondanza di particolari da potersi ritenere uniche al mondo. Le altissime temperature sviluppate dall’eruzione del Vesuvio hanno determinato a Ercolano un fenomeno di conservazione assolutamente originale e in larga misura privo di confronti anche nella stessa Pompei, al di l  degli affreschi e delle sculture. Ercolano ha restituito le testimonianze più ricche e complete del mondo antico. In occasione della mostra, l’atrio monumentale del museo ritorna al suo antico decoro, rivivendo come spazio espositivo, articolato in sezioni opportunamente definite da uno scenografico gioco di luci. Per l’occasione si esporr  anche una ridotta ma significativa selezione di tessuti provenienti da Ercolano e da Pompei, che fanno parte di una raccolta dell’archeologico di Napoli, rimasta fino a oggi sconosciuta al grande pubblico la più grande collezione del mondo romano, costituita da centottanta reperti tessili.

Napoli, palcoscenico di un altro debutto a Capodimonte con Louise Bourgeois. L’artista parigina vive e lavora a New York dove ha trovato campo fertile per far germogliare la propria vena artistica spaziando tra linguaggi diversi, coniugando una poetica prettamente individuale con la lezione delle avanguardie contemporanee. Lavorando con i materiali più vari marmo, bronzo, gesso, legno, ferro e lattice, crea sculture, installazioni, performances. Negli anni maturi, l’artista si occupa, in maniera approfondita, di temi come la sessualit , la famiglia e la solitudine, rappresentando immagini trasfigurate del membro maschile, celebrando il concetto di maternit  con enormi sculture filigrane a forma di ragno; opere spesso ripetute per essere poi installate in diverse citt , alte circa una decina di metri. L’esposizione partenopea ne comprende sessanta con anteprima due nuove installazioni della celebre serie delle Cells spazi racchiusi da recinzioni di rete di ferro, porte e finestre con catene, al cui interno vi sono oggetti appartenenti all’artista o da lei stessa creati.

E sulla ribalta internazionale si muove ancora il Madre ( via Settembrini 79) con Robert Rauschenberg. Le opere esposte sono una testimonianza dell’interesse dell’artista per le altre culture e usi, messi a fuoco durante numerosi viaggi. L’artista statunitense (fotografo e pittore) scomparso nel maggio scorso, considerato icona della pop art, giocando con la commistione tra generi e tecniche diverse, introduce nelle opere elementi materici, oggetti e animali impagliati, senza mai rinunciare alla pittura. Il nome che l’artista d  alla sua personale unione fra oggetti, cose materiali, quotidiane e pittura è combing-paintings, ossia pitture combinate.

La mostra presenta una selezione di lavori provenienti dalle serie “Cardboards”, “Venetians”, “Early Egyptians”, “Hoarfrosts” e “Jammers” tra sperimentazione e combinazione del colore con nuovi materiali, stoffa e cartone. Oggetti di scarto e risulta che contengono una storia passata l’artista cerca di mantenerla viva, arricchendola di nuovi significati.

www.marketplace.it/museo.nazionale/
www.museomadre.it/
www.museo-capodimonte.it/

Dai musei alle gallerie. Napoli, officina di creativit  . Quando è il colore a dettare l’arte. Da domani (inaugurazione ore 18) all’ Atelier la personale della pittrice nolana Maria Francesca Tripaldi, intitolata “El Alma”, a cura di Paola Ricciardi (fino al 3 novembre).

Avvocato penalista, Tripaldi presenta una pittura “polimaterica”, in cui privilegia supporti non tradizionali, dal legno al metallo, fino a fogli di polistirolo e a materiale di risulta in genere. Il suo è un fare arte spontaneo e simbiotico. In esposizione quindici opere di diversa grandezza con supporti di polistirolo e juta, si serve in genere di bombolette spray o di spatole per stendere le colorazioni acriliche.

“Il polistirolo spiega l’artista reagendo coi colori, assume una sua densit  e immediatezza di comunicazione, mentre la juta, essendo grezza e pregnante, modifica sia i colori base che i derivati, rendendoli plasmabili e corposi”. Il lavoro viene arricchito dall’aggiunta di oggetti naturali o di uso comune rami, pietre, chiavi. Un’ultima sperimentazione i cavi elettrici contenuti ne            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eEèHli computer che riescono ad assecondare la fantasia con la loro consistenza, colore e rigidezza. Scrive l’autrice “…le parole, troppo poco flessibili, han ceduto l’immaginario ai colori, più flessuosi più magicamente diretti, a volte. Le parole, dal cui urto son state colpite le persone, sembrano irriverenti. di un colore non si dir  mai irriverente. …quasi che le parole avessero ceduto il passo ai colori e che miei interlocutori possano essere solo le mie dita intinte nei pennelli, come a colorare una vita che sembra via”.

L’Atelier

via Tito Angelini 41 – Napoli
Orari 17.30 20 escluso festivi

Ingresso libero
081.19565578
latelier@fastwebnet.it

In alto da sinistra, un’opera di Rauschenberg, una statua proveniente da Ercolano, un’opera di Louise Bourgeois e un dipinto di Maria Francesca Tripaldi