L’evasione fiscale passa anche tra i sentieri dell’arte. E ha il profilo di galleristi, case d’asta, mercanti di opere. Che, acquistate a una certa cifra, vengono successivamente rivendute al doppio o al triplo, rispetto alla prima vendita. E l’artista? Che cosa ci guadagna nei vari passaggi tra i professionisti dell’arte? Spesso nulla. Per salvaguardarli la Siae (societ  italiana autori e editori) ha avviato un’operazione gestita dalla direzione della sezione Olaf (opere letterarie e arti figurative) con una raffica di accertamenti in tutta Italia. La “missione” scatta ora, dopo la sollecitazione, sotto forma di lettera, partita gi  all’inizio di quest’anno, dove s’invitava gli operatori a mettersi in regola, versando il denaro dovuto a autori e eredi.
In questione è “il diritto di seguito” (droit de suite, da cui sono libere le vendite dirette tra privati) che non può essere rifiutato e che consente agli artisti (anche a quelli non iscritti alla Siae) di guadagnare sui propri quadri, collage, incisioni, arazzi, fotografie, manoscritti, nel corso del tempo e di vedere tutelata la loro presenza nel panorama artistico, stimolando anche l’attivit  degli emergenti a produrre e creare nuove idee. Un diritto che anche il Parlamento europeo ha ribadito con l’approvazione di una recente risoluzione.
Il guadagno è calcolato in percentuali, al netto, sul prezzo di vendita. Si parte da una cifra compresa tra tremila e cinquantamila euro in questo caso, all’autore tocca il 4 per cento. Per un importo superiore a cinquecentomila euro, l’artista dovrebbe incassare 0, 25 percento. Comunque, il compenso non può sforare il tetto dei 12.550 euro. Effettuata la vendita, occorre dichiararla (anche on line) e pagare entro novanta giorni.
Oltre ad avere potere di applicazione della legge, la Siae ricopre un ruolo di vigilanza e può inviare i propri ispettori mentre si svolge, per esempio, una vendita all’asta. E sul sito dell’associazione (www.siae.it) pubblica l’elenco delle dichiarazioni di vendita e quello di chi non ha ancora richiesto il denaro versato.

“Maestro, dovrebbe ricevere soldi per i suoi lavori”. Può capitare che dalle Siae arrivi una telefonata che l’artista non si aspetta, essendo incaricata d’incassare anche da quanti non sono associati all’ente. Spulciando nella lista, spuntano talenti napoletani. A cominciare dalla lettera C come Casciaro Guido, paesaggista degli inizi del secolo scorso che si formò alla scuola del padre Giuseppe, allievo a sua volta di Morelli e Palizzi. Ricci di mare, vedute di Ischia e Procida tra i dipinti venduti e dichiarati dalla Galleria Vincent casa d’asta e da art auction per una somma di 12.200 euro (e otto centesimi) di proventi.
Dal figurativo ai monumenti dell’effimero di Giuseppe Desiato (generazione 1935). Film maker, protagonista della body art, l’artista napoletano che ha impalmato la provocazione, compagna di vita contro l’arroganza delle “persone peggiori che occupano i posti migliori”, figura nell’alfabeto dei “non reperiti” per un totale di 1170 euro di interessi maturati con gigantografie e quadri delle sue performance. Tra i suoi venditori, c’è anche Sotheby’s. Mentre alla P si trova Perez Augusto, lo scultore messinese vissuto a Napoli da quando era bambino fino alla sua morte, nel dicembre del 2000. Tra i pezzi acquistati, Il ritratto di Salvatore Vitagliano (altro artista napoletano).
Nell’elenco delle dichiarazioni degli operatori artistici, balzano all’occhio, tra le altre firme cresciute sotto il Vesuvio, quelle di Salvatore Emblema, maestro della “detessitura” della tela in un gioco di trasparenze e colori della sua terra, Terzigno, e di Renato Barisani, decano dell’avanguardia napoletana, sperimentatore instancabile, anche ultranovantenne fino all’ultimo giorno della sua vita (3 settembre 2011).
Mancano molti nomi che dalla citt  di Partenope ( e dintorni) hanno ricevuto natali e creativit . Alle loro opere il mercato è indifferente, oppure la vendita non è mai divenuta ufficiale? Un interrogativo cui possono rispondere solo le verifiche in atto.
Un’ultima considerazione. Chi non rispetta il diritto di seguito rischia di farsi sospendere dall’attivit  professionale per un arco di tempo che va da sei mesi a un anno. In un settore che attira da tutto il mondo sempre più investitori con un cospicuo giro d’affari immune al contagio della crisi finanziaria, archiviando i tempi in cui l’arte contemporanea ero solo un affare per pochi appassionati.

Nelle foto in alto, Renato Barisani fotografato da Nando Calabrese alla mostra della galleria Rodinò nel 2009. In basso, Augusto Perez in uno scatto di Grazia Lombardo e un’opera (senza titolo) di Salvatore Emblema