Non si può oggi prescindere, quando si parla di Napoli, dall’idea che la capitale del Mezzogiorno, la terza citt  d’Italia, sia un luogo in preda alla sofferenza. Le terribili immagini diffuse dai media negli ultimi anni l’hanno resa, nell’immaginario comune, il posto più terribile d’Europa in cui crescere e vivere. Omicidi insensati in pieno centro storico alla luce dell’abbagliante sole estivo cantato in mille canzoni, cumuli di immondizia dati alle fiamme, film che ne raccontano gli orrori palesi e nascosti sono stati visti da tutti ed i danni sono stati ingentissimi. Il turismo, attivit  in potenza redditizia per questa citt , è in costante calo e, contemporaneamente, una nuova classe politica in forte olezzo di camorra si appresta a prendere il controllo del territorio.
sempre più necessaria, quindi, una resistenza culturale che crei e raffini nelle coscienze cittadine strumenti con cui opporsi a tanto degrado.
L’arte e la sua interpretazione sono potenti strumenti di lettura del reale. Gli artisti e coloro che ne sanno leggere le opere sono in grado di veicolare messaggi critici e propositivi esattamente come gli economisti ed i sociologi. Tuttavia nessun artista che non sia realmente consapevole del linguaggio di cui dispone può veramente farsi interprete della contemporaneit , soprattutto nell’epoca dei metalinguaggi dilaganti e dei dilettantismi favoriti dalla facilit  con cui ci si può impadronire di mezzi di produzione e diffusione dei propri tentativi artistici.
Partendo da questo assunto i fondatori della Scuola di Cinema Pigrecoemme di Napoli, operano cercando di fornire ai propri allievi non gi  dosi extra di Hbris e di velleitarismo, ma conoscenza dei linguaggi del visivo e strumenti di lettura. Tecnica e linguaggio al centro di tutto, quindi, perch è vero che i meccanismi di produzione di senso condizionano il pensiero, e non il contrario. Una buona conoscenza dei codici, della grammatica del cinema e della fotografia, aiuta più di tante nozioni sull’aspetto meramente tecnologico a formulare enunciati e pensieri complessi, validi, interessanti.
E i risultati si vedono ogni volta che Pigrecoemme coinvolge i suoi allievi in operazioni culturali. Le mostre di fotografia, i cortometraggi, gli interventi critici di chi ha studiato presso la nostra scuola riescono sempre a far discutere e ad attirare attenzione per i contenuti che propongono. Contenuti che sembrano prevalere sulla forma proprio perch la forma è corretta’ e lascia loro lo spazio che meritano.
Napoli ha bisogno di nuovi contenuti e non di una nuova immagine, ed è questo che purtroppo è sfuggito agli amministratori della nostra terra negli ultimi anni.

*tra i fondatori della scuola di cinema Pigrecoemme

Nelle foto, allievi della scuola Pigrecoemme tra cinema e fotografia