Cala il sipario sulla prima parte del Napoli Teatro Festival di quest’ anno per riaprirsi l’8 settembre con "L’opera obscura" di Napoli e la fotografa Karen Stuke.

Spettacolo discusso è stato “L’Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht e Kurt Weill. Cornice dello spettacolo, la storica sede del Real Albergo dei Poveri di Piazza Carlo III.

La regia è firmata da Luca De Fusco, accusato di aver percepito compensi d’oro per l’incarico di direttore artistico del Napoli Teatro Festival, firmando, inoltre, la regia del suddetto spettacolo realizzato con costi esorbitanti (720mila euro), malgardo i debiti verso i lavoratori della scorsa edizione.

Brecht, nel rappresentare la parodia di un’operetta dal carattere grottesco e sarcastico, voleva farci cogliere quanto fossero simili i rapinatori di banche e i banchieri. L’aveva ambientata nella malavita londinese dei mendicanti, per metter in luce il cinismo del mondo aristocratico con i suoi affari, i suoi interessi, i suoi intrighi. Il testo regala evidenti collegamenti con la nostra attuale situazione politica e non; fatta di uomini che pensano alle donne e alla ricchezza, senza preoccuparsi di ciò che gli gira intorno. Uomini che per quante illegalit  facciano, in un modo o nell’altro riescono sempre a uscirne puliti. Il testo dell’ Opera si avvicina troppo alla nostra situazione attuale, ma nella messa in scena di De Fusco non v’è traccia di questo accostamento, se non nella timida trasformazione delle prostitute in probabili pin- up. De Fusco si preoccupa di rivelarci che viviamo nell’epoca del digitale attraverso la scenografia di Fabrizio Plessi, definita dal regista come postmoderna, dove gli elementi d’arredo consistono in grandi cumuli di carcasse di computer.
Il fondale è la riproduzione fotografica della facciata del Real Albergo dei Poveri, sulle cui finestre sono alloggiati degli schermi che rimandano immagini evocative per ogni scena, spesso inutili e gratuite.

Ancora, i costumi di Giuseppe Crisolini Malatesta, giocati sulle svariate gradazioni del bianco e del nero, quasi a rappresentare un film degli anni Cinquanta. Slitta, poi, il tempo della rappresentazione nell’epoca della televisione.

La musica di Kurt Weill, è affidata all’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Francesco Lanzilotta.

Protagonista Massimo Ranieri che per la prima volta interpreta Mackie Messer, in cui l’attore napoletano impegna tutte le proprie capacit  di cantante, ballerino, attore che a fatica riesce ad uscire dal “Massimo Ranieri della canzone italiana”. Ancora più difficile è la rappresentazione per una Lina Sastri che non riesce a vestire i panni della prostituta Jenny delle spelonche e porta in scena la grande Lina che conosciamo.

Bravi i ventidue attori in scena, in particolare Gaia Aprea (Polly Peachum), Margherita Di Rauso (Celia Peachum), Angela De Matteo (Lucy Brown).Ugo Maria Morosi (Jonathan Geremia Peachum), Paolo Serra (Brown la Tigre).

In foto, Gaia Aprea in un momento dello spettacolo

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