L’etica di impresa e la Responsabilit  Sociale d’Impresa RSI – , negli ultimi trentacinque anni, hanno attecchito nelle societ  economicamente evolute, assurgendo a materie di studio, ricerca e applicazione, nell’ambito accademico, imprenditoriale, politico e normativo.
Il fattore contingente di questa evoluzione culturale, può rintracciarsi sia nei profondi turbamenti finanziari di questi ultimi decenni, che hanno interessato ed interessano i sistemi economici dell’occidente, sia nella crescita allargata di una maggiore e nuova percepibilit  di talune tematiche.
Tradotta poi con risoluzioni pratiche, verso un sempre più evidente adeguamento, almeno delle grandi realt , ai modelli di gestione d’impresa, l’etica aziendale inizia anche da noi ad essere applicata alla governance delle unit  operative, tese alla dotazione di strumenti atti alla misurazione del comportamento etico, inteso quale valore reputazionale e di legittimazione delle attivit  strumentali, poste in essere per il raggiungimento del fine proprio e ultimo dell’impresa il guadagno.
Senza scivolare verso le figure idealistiche di un mondo dell’economia in tendenza perfetto, tramite la nostra associazione “Tempo Libero” ci siamo posti l’obiettivo, ideando il progetto pluriennale, dal titolo provocatorio “Anche le imprese donano il 5 per mille, (presentato a Napoli, con il patrocinio, tra gli altri, del Comune di Napoli, nel marzo del 2012) che ad oggi annovera la realizzazione di progetti importanti, tra cui l’ultimo e più noto “Incendium”, di avvicinare, usando l’anello di congiunzione offerto dal mondo del no profit, le imprese all’Etica.
Il progetto è nato con l’obiettivo di individuare e rendere note alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, quelle che a noi piace definire le Imprese Smart, le primarie e fondamentali linee guida dell’etica aziendale che non può prescindere e non potra’ mai separarsi, in tale ambito imprenditoriale, dal connotato preminente dell’esigenza di ritorno economico e quindi del raggiungimento del profitto. In tale contesto abbiamo individuato come DETERMINANTE il ruolo del cd “Terzo Settore”. Esso è, secondo gli ideatori del progetto, nato proprio dall’incontro di anime ed esperienze maturare in ambiti diversi (scuola, impresa, professioni, Enti Locali), l’anello di congiunzione mancante che consentir  alle imprese, soprattutto di più modeste dimensioni, di avvicinarsi all’Etica ed alla Responsabilit  sociale di impresa di cui, negli ultimi periodo, molto si parla.
Nella impossibilit  di misura quantitativa per la natura stessa del comportamento etico, abbiamo individuato la difficolt  degli operatori di coniugare un modello aziendale con principi etici.
Il punto nevralgico di questo nostro cammino, che dal mese di settembre 2013 ripartir  con un programma folto di eventi, (abbracciando i vari ambiti di interesse degli operatori del “Terzo settore”), ed arricchito di nuovi Partner ,non può che essere la ricerca dell’equilibrio tra le entit  di principio etico e le grandezze funzionali all’ottenimento del profitto, che noi per la verit , preferiamo chiamare “valore” con lo scopo ultimo della individuazione e costruzione di formule metodologiche adeguate che tendano a formare il management del futuro verso un approccio etico e responsabile. La nostra scelta fonda le radici nella comune constatazione che le risorse intangibili, decisamente hanno generato il precoce invecchiamento delle regole di scambio nazionale e internazionale, favorendo il profilarsi di nuovi fattori valutativi aziendali tra cui Etica e RSI devono rappresentare i principali aspetti reputazionali del management delle imprese, le nostre smart unit.
Infatti, accanto al bilancio di esercizio, troviamo, per citarne solo alcune tra le più importanti, la capacit  di creare qualit , grazie alla conoscenza, la professionalit , la specializzazione delle risorse umane e l’attenzione ambientale, il tutto inserito nei modelli organizzativi e nei processi produttivi.
Si tenga conto che “l’impresa è un’aggregazione umana spontanea e razionale, la cui finalit  sta nel raggiungimento di interessi comuni a ciascun component. Questa conformazione costitutiva, custodisce in se tanto un tratto dell’etica individuale, riferibile alle regole di comportamento di ogni partecipante la societ  impresa, quanto un’impronta, per cos dire, organica, riferibile alle regole comportamentali di cui si è dotato il nuovo organismo impresa, nel suo complesso e nell’agire esterno.” (LM Rapallino L’Etica nell’impresa).
Nell’azienda, il comportamento individuale incide su quello societario e viceversa, in un circolo senza sosta e non privo di lacerazioni. Il principio etico di impresa, quindi ben si concilia con gli asset di bilancio, partecipando significativamente al giudizio qualitativo di una data impresa e vede i tanti protagonisti assolvere il compito di svolgere due fondamentali attivit  concomitanti l’una rivolta alle strategie e politiche d’impresa; l’altra attenta            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULLBSHAREBSLAVEr ai comportamenti etici.
Naturalmente ben sappiamo che il confronto col mondo reale non sempre è favorevole e siamo consapevoli di quanto irto e tortuoso sia il cammino intrapreso verso la diffusione della conoscenza di nuovi modelli economici in grado di coniugare il profitto con altri principi di eguale importanza, che abbiano radice etica.
Il punto focale del nostro discorso tende a mettere il evidenza che i dettami etici, prima di essere patrimonio di un ordinamento giuridico, devono essere componenti di una dimensione morale, culturale, propria a ciascun individuo; “il superamento della competizione tra ambiente e sviluppo, per esempio, alle iniziative dei poteri legislativi nazionali e internazionali, regionali o locali, cos come alle proposte e all’attivismo sul territorio delle organizzazioni spontanee rivolte al sociale, deve altres in se presentare il germe dell’assoluta convinzione di procedere a una revisione degli stili di vita, dei modelli comportamentali, di nuovi meccanismi di approccio economico in ciascun individuo.
Bisogna dunque procedere con formazione e informazione rivolta all’intera societ  per colmare la mancanza o supplire alla blanda aspirazione di una cultura etica, finalizzata solo a formarsi una certa tranquillit  amministrativa ovvero a ritagliarsi un buon veicolo pubblicitario, piuttosto che l’appagamento di una richiesta della coscienza civile.

Il percorso, però, è ben più lungo;
troppi ancora sono i casi in cui il brigante si fa gentiluomo, animato di apparenti buoni propositi, agisce nell’ombra per perpetrare l’inganno. La lucida consapevolezza, la vitale speranza e la perseveranza, sole potranno condannare, ogni azione contraria alla civile e umana convivenza, all’abiura della buona coscienza sociale”. LM Rapallino 17/7/12.

*tesoriere dell’associazione TempoLibero

Nella foto di Nando Calabrese, hostess all’ingresso della mostra