“Arrivai a casa come un naufrago sbattuto per giorni da onde e venti, salvato per caso da una scialuppa e pieno di voglia di ributtarsi in mare per lasciarsi travolgere dall’acqua e bere fino ad affogare davvero.” Cos si sente Matteo, il protagonista dell’ultimo avvincente romanzo di Maria Pia Ammirati “Se tu fossi qui” Cairo editore ( pagg. 158, euro 12) dopo l’improvvisa scomparsa della giovane moglie.
Napoletana, dirigente televisiva (vicedirettore di Raiuno), scrittrice e giornalista, Ammirati scruta con abilit  linguistica e psicologica la vita dopo la morte, la mancanza di vita, quasi l’identificazione di chi c’è con chi muore. La paura e la voglia di fuggire da tutto ciò che resta dopo e, nello stesso tempo,di aggrapparcisi per soffrire di meno; sottolinea tra le pagine come spesso la vita corre senza di noi, senza più darci il tempo per conoscere, comunicare, goderci le piccole cose, amare.

Tutto è narrato nel breve e dilatato tempo del funerale della moglie del protagonista, Luisa, con un ritmo lento e coinvolgente che trascina il lettore a tendere il sottile filo della comprensione e a mantenersi in equilibrio fino in fondo quando scoprir  conMatteo, inebetito dal suo dolore,un’altra Luisa, vorr  con lui tornare indietro, riaverla per donarle ogni gesto e parola persa, ogni mancanza d’amore.

Assaporare”il gusto della linfa vitale” non farsi travolgere dal destino, ma dare un senso alla corrente che lo trascina, vivere e non sopravvivere distrattamente. Non aver paura di fare “piazza pulita della vita di prima”.

Ne parliamo con l’autrice

Ammirati egoismo, male di tutti i tempi

L’incomunicabilit  un male del nostro tempo…
“Credo che la difficolt  di comunicare, che non traduciamo sempre più spesso con il termine incomunicabilit , sia un male dell’uomo e non solo di un’epoca. Certo oggi il nostro tempo, veloce e saturo di merci, ci spinge a radicalizzare un atteggiamento individualistico.

L’egoismo un male di tutti i tempi, Matteo pensa a s e a cosa ne sar  di lui.
“Matteo, il protagonista, pensa a s prima di tutto e’ vero, ma si fa domande che sono le domande di tutti e che riguardano per prima cosa le nostre debolezze e la nostra paura della morte”

Quale la più grande debolezza di Matteo? Quale la grande forza di Luisa?
“Matteo e’ un uomo debole perch la sua storia privata lo ha allenato alla debolezza, Luisa è una donna forte come tutte le donne di oggi scisse e moltiplicate tra lavoro e famiglia”.

Perch un protagonista maschile?
“Non c’è un motivo speciale ho cominciato a scrivere in prima persona maschile subito. Credo che quella storia però cambierebbe se la protagonista fosse una donna”.

Avverte anche lei la grande fretta che ci attanaglia di divorare la vita?
“Forse il tratto più patente e costitutivo dei nostri tempi, oltre il macchiettismo e l’intuizione che per prima fu futurista è la velocit . Vorticosa e inutile velocit  del mondo. Come se la velocit  si fosse trasformata in anestesia al dolore e alla paura”.

Prossimi impegni letterari?
“Sto scrivendo un romanzo fatto di storie di vita tra coppie, ma sono in grande ritardo!”.

In foto, l’autrice e la copertina del libro