Sei artisti dialogano con la luce. Fino al 20 giugno gli spazi della chiesa piccola di San Francesco di Paola a Scafati (Corso Nazionale, Scafati-Sa), ospitano per la prima volta l’arte contemporanea con “Dialoghi di luce” a cura di Raffaella Barbato. Il catalogo è in preparazione.
Pionieri della scena artistica, da una parte gli artisti della storica Officina di Scafati (nata sotto Crispolti e Bignardi) che ha come protagonisti: Franco Cipriano, Luigi Pagano, Gerado Vangone e Luigi Vollaro, realt  nata alla fine degli anni ’80, la scelta di chiamarla officina e non scuola fu determinata dal carattere sperimentale e dalla diversit  dei linguaggi degli artisti coinvolti, e dall’altra due giovani artisti: Ciro Vitale (selezionato dalla prestigiosa Fondazione Ratti nel 2008) e Pier Paolo Patti giovane e promettente filmaker.
Gli artisti invitati a una riflessione sulla luce, intesa sia come realt  fisica che come realt  simbolica da interpretare, ciascuno secondo la personale cifra stilistica, anche in chiave sacra. “L’intento spiega Barbato di far dialogare e relazionare tra di loro artisti di generazioni diverse che hanno come trade du union l’appartenenza allo stesso luogo geografico (ci Scafati), ed essere importante momento di crescita della citt  quale promotrice delle arti e della cultura contemporanea in Campania”.
I sei protagonisti sono chiamati a interpretare, attraverso una lettura contemporanea, la luce e le tenebre, i riflessi e le ombre, simbologie comuni del repertorio cristiano e nulla di più adatto per una mostra in una chiesa non sconsacrata. Chiarisce la Barbato: “Ogni intervento artistico costituisce una forma aperta, una realt  polisemica che racchiude in sè la relazione significato-significante del conduttore luce; relazione in cui ogni artista interviene diventandone parte integrante con individuali e differenti approcci: dai simboli criptici ed atavici di Franco Cipriano, che appaiono sulle pareti di corrosa materia del campanile e si riflettono nell’immaterialit  luminosa dello schermo elettronico, alle ierofanie della video installazione di Pier Paolo Patti; dall’intervento site specific di Ciro Vitale, che ridisegna gli spazi della sagrestia con porzioni luminose ed echi sonori, ai segni fluttuanti su lastre combuste di Luigi Pagano; fino a giungere dall’antropomorfa apparizione di Gerardo Vangone, per approdare alla corporea matericit  delle sculture di Luigi Vollaro, che rinviano al principium vitae della luce”.

Nella foto, in alto un’opera di Vitale; sotto, da sinistra, lavori di Vollaro, Patti, Cipriano

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