Napoli parla e racconta di s. Finalmente s’intravede la possibilit  di esistenza per l’anima partenopea. Non più e non solo artisti internazionali e forestieri vengono ospitati nei maggiori centri di cultura della citt . Si cominciano a cogliere i frutti dell’ impegno a far s che la citt  abbia un luogo che almeno in parte e temporaneamente la rappresenti. Il centro di documentazione del Pan (Via dei Mille, 60 Napoli) apre i suoi archivi digitali a “Studi su Immagini di Napoli e su L’immagine pubblica di Napoli fra culture della citt  e spazi di vita”.
Napoli senza titolo è il progetto che si inaugura oggi ( gioved 12 febbraio alle 19) a cura di Fabio Donato, Maria Federica Palestino e Marina Vergiani.
Sulla scenadell’evento fotografi, architetti, educatori, filmakers, artisti e cittadini. Archintorno, Arcimovie Ponticelli, Aniello Barone, Antonio Biasiucci, Salvino Campos, Aldo Capasso, Stefano Cardone, Centro Territoriale Mammut, Chi rom… e chi no, Luciano D’Alessandro, Riccardo Dalisi, Libero De Cunzo, Fabio Donato, Embater/Arteteca, Luciano Ferrara, Gianni Fiorito, Fondazione Napoli Novantanove, Guido Giannini, Mimmo Jodice, Carlo Hermann, Oreste Lanzetta, Mario Laporta, Raffaela Mariniello, Mensa dei bambini proletari, Pino Miraglia, Gridas, Oreste Pipolo, Sergio Riccio, Luciano Romano, Mario Spada, Alain Volut sono i protagonisti del progetto ( fino al 10 aprile).
Oggetto d’indagine è il rapporto tra la citt  e il suo spazio pubblico, con attenzione alle trasformazioni cui quest’ultimo è stato sottoposto nel tempo, in seguito alle sollecitazioni impresse dalle diverse correnti culturali affermatesi a Napoli, artefici dei forti mutamenti sociali ed economici che ne hanno ridisegnato nel tempo confini, simboli, identit . Ci si trova di fronte a mutamenti che si materializzano in particolare nello spazio pubblico è qui, infatti, che si accumulano significati, valori sociali e culturali, diretta conseguenza delle trasformazioni urbane.
Video, fotografie e installazioni testimoniano una Napoli “non ufficiale”, riferendo modi creativi e poetici di intendere la spazialit  in una serie di scatti davvero inedita nel suo insieme, tale da rendere questa selezione nucleo fondante di un progetto di collezione di raccolte tematiche, curate dal centro di documentazione.
Scrive Donato “…Ma Napoli senza titolo non è il titolo/non titolo di una fotografia, ma il titolo/non titolo di una mostra di fotografia monotematica che ha come ambizione quella di raccontare più cose contemporaneamente che riguardano l’oggetto delle fotografie ed insieme il suo autore, con la sua dimensione mentale e sensibile, nel senso di spugna che assorbe a sua volta dimensioni mentali esistenti nei soggetti delle immagini realizzate, con il compito, perch è il suo ruolo, di farne oggetto di comunicazione…”.
Esperienze “a met “, con Napoli citt  pioniera, grazie a proposte come quella della mensa dei bambini proletari nel centro storico, quelle di architettura partecipata di artisti come Riccardo Dalisi al Rione Traiano (anni ’70) e Felice Pignataro a Scampia, in grado di stimolare esigenze appagate o insoddisfatte degli abitanti di una citt , concretizzandone cultura e socialit .
Sulla stessa scia si pone il film documentario “Gli esclusi” che, alla fine degli anni sessanta, mette a fuoco l’operato dello psichiatra Sergio Piro (appena scomparso) e la cronaca fotografica di Luciano D’Alessandro. Cos pure la “Settimana nel Castello”, iniziativa dell’architetto Aldo Capasso destinata a mobilitare risorse artistiche e intellettuali della citt , anticipando l’apertura di Castel S. Elmo (di cui quest’anno ricorre il trentennale) contribuendo, attraverso la prospettiva dei partecipanti, a creare creazione spazi pubblici di rilievo. Cos il Pan inizia a illuminare il volto di Partenope…

In alto, scatto di Stefano Cardone

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Orari feriali 9.30 > 19.30 | festivi 9.30 > 14.00
chiuso il marted