Continua la politica di apertura territoriale del Museo archeologico nazionale di Napoli. Un occhio ai turisti e l’altro ai napoletani che affollano le sale del Palazzo degli studi nel giorno dell’apertura serale, tra concerti e conferenze, per la rassegna “Gioved sera al Mann. Le Arti in giardino tra mito e natura". Domani sera, alle 19, tocca a “Dioniso, la vite e il vino”. Intervengono Federica Giacobello, (Universit  degli Studi di Milano) e Alberto Palliotti (ipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali, Universit  di Perugia). Alle 20.30, nel giardino delle camelie, per i primi 130 visitatori delle ore 19 (il biglietto di ingresso costa solo euro 2), in degustazione il Falerno del Massico dell’azienda Villa Matilde di Cellole (nel Casertano).
La storia di Villa Matilde comincia negli anni Sessanta con l’avvocato Francesco Paolo Avallone, appassionato cultore di vini antichi, che, incuriosito dai racconti di Plinio e dai versi di Virgilio, Marziale e Orazio sul vinum Falernum, decide di riportare in vita il leggendario vino scomparso al principio del secolo scorso. Dopo anni di studio, coadiuvato da un gruppo di amici, tra cui alcuni docenti della Facolt  di Agraria dell’Universit  di Napoli, individua le viti che danno origine al Falerno in epoca romana rimpianta nelle terre del Massico pochi ceppi sopravvissuti miracolosamente alla devastazione della filossera di fine Ottocento e crea Villa Matilde, affidandone poi la gestione ai figli.
Ieri e oggi si abbracciano, in una sinergia inevitabile. «Quando si parla di archeologia e vino- spiega Maria Ida Avallone, che guida l’azienda insieme ai fratelli Francesco Paolo e Salvatore- Villa Matilde è sempre presente. Perch tutto è iniziato cos, studiando i testi antichi, riallacciando i fili della memoria e riportando in produzione il vino dell’antichit , il vino degli Imperatori romani, il Falerno, che oggi rappresenta la nostra identit  in Italia e nel mondo». Nel presente, cis sono nuovi progetti e altre vigne, tra Benevento e Avellino, per diffondere, cos, l’identit  forte della Campania Felix.

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In foto, la facciata del museo archeologico