Forse è proprio un pupazzo. Quello che si introduce di soppiatto nella stanza dei suoi pensieri sin da bambino. Lo stesso che descrisse Federico Garca Lorca a un giornalista, confessandogli di aver visto una figurina alta circa trenta centimetri, sul bordo del suo letto in una furtiva visita notturna. Probabilmente indossa lo stesso vestitino giallo e rosso, calza uguali pantofole verdi dalla punta ricurva, in testa ha il medesimo cappuccio con sonaglio. Sulle guance ha ugualmente un pallore lunare, agile come un acrobata, capace di volteggiare davanti a lui e di arrampicarsi, con pari velocit , sull’armadio con una capriola. Il duende. Lo spiritello che avvolge l’anima e si impadronisce dell’azione un potere, non un agire, un lottare, non un pensare, come lo immaginò il poeta spagnolo, sembra avergli suggerito la strada.
Non lo dice Sergio Ariota, ma dietro la scrivania del suo studio, nella scuola di danza che porta il suo cognome, lo svela con la passione del racconto. Parlando di come è fulminato, ragazzino degli anni sessanta, dalla visione in bianco e nero che luccica dal primo dei due canali rai, unici serbatoi di comunicazione e intrattenimento di quegli anni. Sedotto da il “Sogno di una notte di mezza estate”, la commedia shakespeariana messa in scena nell’incantata coreografia del geniale Balanchine (che ne curò anche la ripresa diffusa, poi, sul piccolo schermo, e non solo su quello italiano).
Il giocoso incantesimo televisivo traccia il primo solco di un amore non ancora messo a fuoco, ma captato come uno slancio di conoscenza da trasmettere a chi gli è più vicino, sua sorella, che, però, mostra indifferenza per il mondo in equilibrio su due punte.
La scintilla della danza comincia a farsi strada nei suoi pensieri, agevolata dalle coincidenze.
«Per i ragazzi ci sono corsi gratuiti, perch non vieni anche tu?» gli propone una amico che frequenta una scuola di danza a Napoli, nel centro storico dove abita Sergio. Il timido bagliore diventa una fiamma che divampa nel suo cuore, spingendolo a ballare, a lavorare (entra anche nella compagnia dei Masaniello, gruppo folkoristico e popolare), a studiare, facendosi condurre dalla sua stella, il balletto classico, che non ha mai tradito.
«Uno tra tanti, ma poi?». Se lo chiede a un certo punto del suo cammino da danzatore. Ha più o meno venticinque e prende in mano il suo destino, abbracciando un cambiamento di rotta. Insegnare a danzare diventa una scelta convincente che sposa quel suo misterioso e sempre più forte istinto all’emozione. Gli viene in aiuto la quotidianit  accumulata nell’esperienza di ballerino che ha danzato in diverse scuole. « Perch non te ne occupi tu? » gli suggerisce la direttrice di una di queste che, per motivi personali, ha deciso di ritirarsi dalla propria attivit . Giusto un anno di condirezione, a Casoria, per lasciare navigare Sergio a vele spiegate sulle onde della formazione. Al suo fianco, un grande maestro, Antonio Vitale, gi  primo balelrino del San Carlo, da cui assorbe tutta l’energia di docente, catturandone l’idea che lo ispira la danza è il tempio.
Un tempio dove gli allievi si preparano alla vita. Pronti a salire sul palco anche di fronte al pubblico è il principio che alimenta il suo progetto Danza e Professione, costruito, l’anno scorso, insieme al coreografo russo Andrey Lyapin e alla ballerina Anastasia Sverchova, coinvolgendo nelle audizioni gli allievi (dai quattordicenni in su) delle scuole di danza della Campania. Debutto emozionante per i giovanissimi, nel novembre 2013, sul palco del Palapartenope, con il secondo atto dello Schiaccianoci e del Lago dei cigni, accanto alle star del firmamento internazionale.
Il fascino torna sul luogo dell’incanto tra pochi giorni (il 10 ottobre) le nuove leve selezionate si metteranno alla prova con il romanticismo di “Giselle”, affiancando Ecaterina Berezina e Olexander Stonoiov, dopo aver sentito i brividi della vera arte, a luglio, partecipando a una serata eccezionale con i più grandi danzatori del mondo, con la vetta di diamante, Daniil Simkin. Davanti a un pubblico ipnotizzato complice, l’atmosfera di una uggiosa serata estiva al teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare.
Qualcuno di loro voler  sul tetto degli applausi di una tourne tutta italiana con Andrey e Anastasia, rapiti dalle emozioni della “Bella addormentata” che terminer  il suo viaggio proprio al Palapartenope di Napoli, l’8 gennaio. Scenario di un desiderio che diventa realt .

Centro Ariota danza
Via Giacomo Brodolini, 41, 80026 Casoria
081 736 4793 081 736 4793
La scuola d  l’opportunit  di un’ampia offerta formativa, oltre alla possibilit  di incontrare grandi protagonisti della danza

Per saperne di più
www.centroariotadanza.it

L’EVENTO AL PALAPARTENOPE
Venerd 10 ottobre, alle 21, il Palapartenope accoglie il progetto Da            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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diretto da Sergio Ariota in collaborazione con Young Russian Ballett. In scena, “Giselle”. Musiche, A. Adam. Coreografia Perrolt Coralli. Gli allievi selezionati danzeranno con Ecaterina Berezina e Olexander Stoionov
Spettacolo in due atti il primo racconta la storia di Giselle e culmina nella sua morte; il secondo atto mette a fuoco la leggenda delle Villi, l’amore di Giselle per Albrecht, la sua volont  di salvargli la vita, anche se questo è stato la principale causa della sua morte. Autorevole scrittore dell’ottocento, Thophile Gautier (Tarbes, 30 agosto 1811 Neuilly, 23 ottobre 1872) firmò il libretto che venne musicato da Adolphe-Charles Adam, celebre compositore di musiche per balletto.

Nelle foto, in alto, le giovani allieve al centro danza di Casoria; in basso, da sinistra, Sergio Ariota, ideatore del progetto "Danza e Professione", un momento prima delle prove con Andrey Lyapin e il salottino all’ingresso della scuola con un affresco dipinto da giovani talenti. Sotto, clicca il video dello spettacolo alla Mostra d’Oltremare (30 luglio 2014)