Shake up in Accademia. Oggi alle 18 presentazione al pubblico del patrimonio storico artistico degli anni 80-90 alle Belle Arti in via Bellini n.36 con la mostra a cura di Aurora Spinosa (foto durante la preview con i giornalisti) e Mario Franco . Spiega la curatrice «Gli anni ’80 sono stati teatro di mostre, convegni e dibattiti di ampio respiro con enti pubblici e gallerie private che ridiedero vitalit  all’Accademia, riprendendo il ruolo che l’aveva resa nel passato un modello d’eccellenza per le arti figurative nel Meridione».
Aggiunge Franco «In mostra opere di docenti dell’Accademia e del Liceo Artistico che in quegli anni insegnavano nella stessa struttura. Coabitazione e relazioni umane hanno favorito sperimentazioni, confronti e ricerche tra docenti e allievi pur nelle proprie autonomie didattiche, esperienze artistiche culturali, tendenze creative».
Gli artisti in esposizione C. Alfano, M. Balatresi, R. Barisani, G. Capasso, C. Carrino, L.Caruso, A. Casciello, G. Casertano, G. Castaldo, S. Cotugno, L. D’Argenio, G. Desiato, A. De Filippis, A. De Stefano, C. Del Vecchio, B. Di Bello, G. Di Fiore, C. Di Ruggiero, B. Diodato, R. Donatelli, G. Longobardo, N. Longobardi, L. Mainolfi, G. Maraniello, R. Matarese, A. Oste, M. e S. Paladino, P. Pappa, R. Panaro, A. Perez, M. Persico, G. Pisani, V. Pisani, C. Rezzuti, E. Ruotolo, D. Spinosa, Q. Scolavino, A. Siciliano, B. Starita, M. Troise, S, Vitagliano, E. Waschimps, G. Zevola, N. Zullo.
Inoltre, una rassegna cinematografica e di video clip con i lavori dei registi dell’epoca tra cui Salvatore Piscicelli, idley Scott, Lina Wertmuller. Che vuole far ricordare quel decennio in cui gli intellettuali si cimentano in visioni e riflessioni più sofisticate, misteriose, esoteriche nella musica, in pittura, nel design, teatro e cinema.
Altro appuntamento particolarmente interessante “On stage- scenografi e costumisti a Napoli 1980-1990” a cura di Roberto Lori e Federica de Rosa sar  presentato il 20 febbraio. Napoli, citt  teatro, ha una scuola eccellente in queste due espressioni artistiche. La scenografia, pur se muta, ti annuncia la qualit  dello spettacolo e ti racconta, ad apertura di sipario, la trama e il suo filo conduttore dell’opera che sar  interpretata. Racchiudendo in s pittura, letteratura, architettura, ti espone l’idea del regista. Sulla sua progettualit , ideata da artisti e realizzata da tecnici e operai, viene decisa la creazione dei costumi, del trucco, del disegno delle luci e non ultimo il movimento degli attori. Anche il costume è opera d’arte di uno stilista dotto nella storia del costume e non di artigianato. La sua invenzione stilistica fonde personaggio e attore facendo sentire quest’ultimo a proprio agio, disinvolto, libero nei movimenti. Il costume teatrale non è un semplice abito con la funzione di coprire il corpo ma deve attirare l’attenzione, suscitare emozioni, desiderio di indossarlo. Illustra il personaggio, evidenzia il suo ceto ed et , il suo tempo storico, il suo stile di vita.

La mostra “Shake up” non è solo una colta antologia di pittura ma rievoca una svolta storica nella tradizione secolare dell’Accademia a partire dal 22 giugno 1983 con la esposizione di lavori di allievi a Castel dell’Ovo voluta dal direttore Franco Mancini. A lui succede Gianni Pisani che idea nell’88 la I Biennale del Sud Rassegna d’arte contemporanea.

Le direzioni successive vanno oltre. All’apertura dell’Accademia alla citt  e all’Italia faranno seguire rapporti con le Accademie di altre nazioni tra cui la Cina.
L’allestimento è stato curato dagli studenti di scenotecnica ricordando lo scopo di Carlo III nel voler una scuola per pittori e scultori in cui la didattica fosse collegata a esperienza e lavoro alla reggia, presso i nobili, chiese conventi.

La mostra è visibile fino al 18 aprile 2015. Orario 10-14 chiuso domenica e dal 2 al 6 aprile
Ingresso gratuito

Per saperne di più
www.accademiadinapoli.it