“A intervistare Adriano Sofri si corrono due rischi: essere troppo accondiscendente o troppo critico”: cos Gianfranco Di Vito introduce il video del suo incontro con l’ex leader di Lotta Continua, proiettato in occasione dell’edizione 2010 della rassegna L’arte della felicit .

Si parla di potere con un personaggio discusso che il potere lo ha esercitato, combattuto e poi subito, e ancora oggi lo osserva e lo commenta dalle pagine dei giornali.

Tra filologia e attualit  con un occhio critico rivolto al passato: “contrastavamo il potere in nome di un potere alternativo racconta Sofri oggi non auspico più ad un passaggio di potere perch non c’è una classe che lo meriti più di un’altra. Ai tempi di Lotta continua pensavamo davvero che i proletari fossero liberi dalla sete di potere ma ci sbagliavamo, basta pensare al bisogno di dominare la donna che è la forma più primordiale di potere”.

Nella sua manifestazione più deteriore è la possibilit  di disporre del corpo degli altri, “e per ottenere il corpo dei nemici devi prima disporre di quello dei tuoi alleati. Succede perch apparentemente è una cosa che ti rende felice, come un gatto che si impadronisce del corpo di una lucertola per giocare, ma giocando giocando la uccide. E’ quello che è successo con Stefano Cucchi, l’hanno fatto rimbalzare come gatti con le lucertole e a un certo punto è morto”.

Degenerazione, perch la felicit  ricercata può scivolare nella violenza, basti pensare al delitto passionale che non smette di comparire sulle pagine dei nostri giornali. Del resto il corpo a corpo è momento comune ad amore e dolore, donne e potere compaiono spesso insieme.

“Da Elena di Troia ad oggi, poco è cambiato ma mi sembra che sia stata una discesa e che i comportamenti dei potenti siano diventati più triviali. Come in una sorta di selezione alla rovescia sono più meschini, più vanitosi”.

E sulla situazione italiana dice “è talmente intricata che nessuno ha realmente in mano il bandolo della matassa, e dunque il potere. Il potere vuole tenere le persone a distanza ed è sempre negativo, l’unico alleggerimento possibile è una democrazia che ne possa limitare i danni. Ma in Italia, tutto è in deroga a tutto”. E il “berlusconismo”? Il “berlusconismo” siamo noi e basta”.

La videointervista sar  riproposta tutti i giorni, dal 22 al 28 marzo ore 20.30, nello spazio Videodrome del Multicinema Modernissimo- Via Cisterna dell’olio, Napoli, tel. 0815800254.

Nella foto, Adriano Sofri