Registe alle stufe di Nerone. Per essere premiate nella VII edizione della Rassegna di cortometraggi al femminile 46 corto selezionati da quattro giurie su 400 giunti da 63 paesi sono stati proiettati nel centro termale di Lucrino.
Il festival, organizzato da Rossana Maccario e Aldo Mobilio con la direzione artistica di Adele Pandolfi e Giuseppe Borrone, ha avuto la presenza di 70 studenti dei sette istituti di Pozzuoli nella giuria giovani. Il festival si proietta nel futuro rendendo partecipi i ragazzi che hanno premiato e consegnato le targhe a “Snow” 18′, un corto d’animazione sull’amore di una giovane che aspetta il suo amato, di Ivana Sebestova, Slovacchia; “Ribelle e ostinata” 29’30”, documentario di una studentessa di 16 anni sfigurata in volto da chi aveva rifiutato aiuta, dopo diverse operazioni chirurgiche, chi ha subito la stessa violenza in Bangladesh, di Stefania Donaera, Italia-Bangladesh; per la sezione sperimentale “10 Fiori” 7’33” di Lalla Quintavalle, Italia, liberamente ispirato al libro “Fiore…come me” di Giuliana Covella che riporta la storia drammatica di dieci donne vittime del femminicidio raccontata sobriamente da ballerine.
Per la fiction “Les Perruches” 13’36”di Julie Voisin, Francia, storia di una giovane che, improvvisamente, perde i capelli ma viene aiutata dalla fantasia di una sua amica. Il dramma si evolve in una comicit  esilarante. La serata continua nella sala gremita da pubblico e registe in concorso. Nella sezione cortometraggi, la giuria, composta da Giuseppe Colella, Roberta Iuaria ,Alessandro Rak, premia “Snow” con la motivazione di un film simbolico surreale sofisticato di alto profilo su una donna alla ricerca del suo amante o del tempo perduto.

Menzione speciale a “El canto” 8’30” di Ines Sedan, Spagna, storia di una moglie costretta a tacere che trova nel canto degli elementi della natura la speranza di una vita diversa.
Alberto Castellano, Antonella Di Nocera, Eleonora Puntillo premiano “Love And Rubbish” 8′ di Hanna Polak, Russia, per la sintesi narrativa e dialoghi essenziali degli homeless, donne uomini e bambini, costretti a vivere in una discarica russa. Hanna mette in risalto i volti sorridenti in cui si leggono speranze e sogni nella loro inumana drammatica sofferenza.
Menzionati “Ribelle e ostinata” e “Una Mirada” 11’40” di Annalisa Fraser, Argentina, storia di rapporto tra uomo e natura. La giuria per la fiction con Enzo Moscato, Aurora Spinosa, Antonella Stefanucci ha premiato “De Noche y de Pronto” 19’56”, Spagna, di Arantxa Echevarria per la perizia tecnica affascinante,indagine non banale, la sintesi incisiva del racconto di due sospesi nel distruttivo malinteso dell’equivoco esistenziale.
Menzioni “The Mesaure of a Man”12’42” di Ruth Meehan, Irlanda, e “The magic Ferret”, 11’39” Canada, di Alison Parker. Nella sezione sperimentale, Simona Lisi Alda Terracciano Enrico Tomaselli premiano “Avant la nuit” 2’48” di Chiara Caterina, Belgio, per il perfetto equilibrio dei singoli elementi filmici, dei tempi e del ritmo narrativo, della fotografia e montaggio, della particolare attenzione alla sonorit  costruita da mix di rumori ambientali voce e musica. E’ una riflessione sulla prigionia urbana durante il crepuscolo momento della giornata breve e intenso in cui ogni cosa si rende possibile all’immaginazione.
Menzionato “Mi chiamo Franco e mi piace il cioccolato fondente” di Silvia De Gennaro, Italia, riflette sull’inconscio collettivo causato da i social network. Premio speciale a “Recuiem” 20′ di Valentina Carnelutti, Italia. Sobrio e antiretorico. Due bambini sono costretti a rinunciare alla loro innocenza e vengono scaraventati nell’et  adulta. Tema dominante è la composta accettazione del proprio destino.

Il festival al femminile è stato un incontro di culture, di dialogo, di conoscenze di realt  diverse, di stimoli a perseverare nel fare arte.
Sufficienti motivi per dire grazie agli organizzatori, alle giurie, al Comune di Pozzuoli, alla direzione del complesso Stufe di Nerone. La cultura illumina. La luce rende dinamica la vita, facilita gli incontri, lo studio, la ricerca, la conoscenza essenziale per la creativit .
Napoli con i suoi dintorni fu la prima citt  alla fine del 700 ad avere le strade illuminate per combattere la volgare criminalit  con l’idea di illuminare con lampade a olio le bacheche votive e nel 1815 la luce a gas. Ora spetta agli eventi la voglia di uscire di notte per lanciare il turismo, per sganciarsi dalla noia e per non lasciare la citt  alla merc delle violenze dei balordi e delle bande criminali.
Si è indotti ad augurare la prossima edizione sempre con la partecipazione degli studenti e, forse, dei giovani dei due sessi reclusi.