Studenti alla prova del processo. E’ quanto propone ai giovani la facolt  di Giurisprudenza dell’Universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli. Una bella formula per far immergere gli avvocati o magistrati di domani nell’atmosfera del dibattimento. Stavolta alla sbarra nell’aula accademica arriva la scienza sotto la lente d’ingrandimento dei futuri professionisti il caso del terremoto dell’Aquila, che ha visto sul banco degli imputati sette esperti della Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi per aver causato a seguito delle loro errate valutazioni la morte di 37 cittadini dell’Aquila.

La simulazione del processo si svolger  domani, mercoled 6 aprile alle 11 nell’aula magna dell’ ateneo,
anche per rendere omaggio alle 309 vittime del sisma abruzzese del 6 aprile del 2009, giusto sette anni fa. L’introduzione è affidata al rettore Lucio d’Alessandro e al preside di Giurisprudenza, Aldo Sandulli. Nei panni accusatori la giudice Paola Piccirillo come pubblico ministero mentre a Gianluca Gentile, docente di diritto penale al Suor Orsola, toccher  il ruolo del legale che difende gli scienziati. Ci sar  anche l’avvocato Gregorio Equizi del foro di L’Aquila, avvocato di parte civile nel vero’ processo.
A pronunciare il verdetto sar  un gruppo di studenti delle scuole secondarie superiori , un collegio presieduto da Antonio Buonajuto, gi  presidente della Corte d’Appello di Napoli. Il ciclo di grandi processi rientra nelle iniziative rivolte all’orientamento agli studi per le prossime matricole.
Nella realt  i sette esperti (Franco Barberi, Enzo Boschi, a Gian Michele Calvi, Bernardo De Bernardinis, Mauro Dolce, Claudio Eva e Giulio Selvaggi) sono stati condannati il 22 ottobre del 2012 dal tribunale dell’Aquila a sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime per aver causato la morte di 37 persone e il ferimento di 5 persone a seguito della "pprossimativa, generica e inefficace" relazione sullo stato del rischio fornita nel corso della riunione di emergenza della Commissione del 31 marzo 2009.
Il 10 novembre del 2014 la Corte di Appello dell’Aquila ha ribaltatola sentenza di primo grado assolvendo “perch il fatto non susssiste” sei dei sette imputati e condannando Bernardo De Bernardinis, vice capo settore tecnico operativo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, in due anni di reclusione. Sentenza confermata poi dalla Corte di Cassazione il 20 novembre 2015. Ora la parola va agli studenti.

Nelle foto, L’Aquila tra le macerie dopo il terremoto e una fase del processo d’appello

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