Che “Carmn” sia diversa dalla gitana di Bizet lo lascia intuire il Mare che accoglie il pubblico in sala e introduce alle vicende. Moscato, infatti, traspone la storia tra i vicoli di Napoli. Ed è tra questi vicoli, tra la Mala Taverna e altri luoghi, che si snoda la storia di Carmen-Carmn, Cos e O Torero, cantante neomelodico.

Il testo di Moscato si muove abilmente tra Mrime e i librettisti Meilhac e Halvy, ma li utilizza per creare non solo uno scenario nuovo, ma una Carmn nuova. Per donarle una nuova vita.

Enzo Moscato, secondo le parole di Mario Martone «ha scritto un testo che si muove su due piani, quello del racconto al presente e quello passato dell’azione rievocata». Anche il senso stesso del racconto sembra muoversi su due piani, da un lato le vicende di questo Femminile appassionato, sensuale e libero, dall’altro questa donna che sici confonde quale rappresentazione di una Napoli puttana e maga, capace di vedere oltre quando a noi sembra impossibile possa farlo (Cos acceca Carmn con una pugnalata), veggente e visionaria, Carmn che affascina e allo stesso tempo respinge, non a caso il povero Cos, soldatino veneto, è spaventato dalla Donna, dalla Lingua e dalla Citt .
Una contaminazione di sentimenti, lingue e piani narrativi. Una contaminazione tra palco e buca, dalla quale alcuni musicisti salgono sul palco per vestire i panni di attori. Una contaminazione continua, tra Sacro e Profano, con la scena della Macchina della Festa sulla quale si esibisce O Torero che non brandisce una spada ma un microfono. Contaminazione di tempi, siamo nella Napoli del dopo guerra, siamo nella Gomorra dei giorni nostri. Siamo, ed ecco che dal Movimento continuo si passa all’Attimo, nella stessa eterna Napoli, maga e puttana, volgarit  e rime. Ma è un attimo e poi passa. Carmn stavolta non muore, si eterna nella parola che le viene finalmente concessa “I’ nun so’ morta! Musica, maestro!”

La musiche di Bizet sono reinterpretate in maniera geniale e talentuosa da Mario Tronco e Leandro Piccioni
e perfettamente eseguita dal vivo dall’ Orchestra di Piazza Vittorio, che vede alcuni dei suoi componenti anche come attori sul palco, come ad esempio la violoncellista Kyung Mi Lee, che interpreta il ruolo di Fraschina o di Raul Scebba, xilofono, vibrafono e percussioni e interprete de O Rinacciato.

La regia di Mario Martone è assai convincente,
utilizza moltissimo e bene la fisicit  dei personaggi e il movimento. Menzione particolare meritano infatti le coreografie di Anna Redi, anche in scena nel ruolo di Mercedes.

Grande prova quella di Iaia Forte
che rende splendidamente la figura di Carmen. Roberto De Francesco disegna con precisione un Cos a tratti quasi ingenuo ma senza scampo. Corpo estraneo fagocitato senza piet  da Carmen e dal suo mondo.
Bella prova anche quella di Ernesto Mahieux nel ruolo dell’oste Lil  Basti , di Houcine Ataa nei panni de O Torero e molto bene anche Francesco Di Leva nel ruolo di O Dancairo.
Bellissime le scene di Sergio Tramonti come le luci di Pasquale Mari e i costumi di Ursula Patzak.
“Carmen”, di Enzo Moscato, per la regia di Mario Martone, sar  in scena al Teatro Bellini di Napoli fino al 24 aprile 2016.

Per saperne di più

www.teatrobellini.it

Nelle foto, tre momenti dello spettacolo